Bene, vedo con piacere che anche nei forum specializzati come questo si creano fraintendimenti spesso dettati da mero opportunismo di chi, con italica protervia è sempre pronto a cambiare idea in base ai propri interessi di parte. Qui non si discute il fatto che ciascuno di noi o di voi o di coloro i quali hanno deciso di concretizzare la loro passione siano ben disposti a "pagarla" e nessuno li critica o critica questo sistema ben oliato. Nessuno critica "paparino" che sgancia raccomandazioni o soldi per cercare di aiutare il figliolo o chi per lui, ci mancherebbe, sarei il primo a farlo. Il problema o meglio, l'ignobile vergogna è che tutto questo non è l'eccezione o poco più, ma è la regola nazionale. L'articolo su Panorama è l'esempio più recente e vergognoso di come in Italia il libero arbitrio e l'abuso di potere sia una regola, a maggior ragione oggi che le risorse sono pressoché terminate è diventata la regola assoluta. Vi ricordate il figlio del ex ministro dei trasporti Matteoli entrato in Alitalia? Leggetevi gli articoli scandalosi. Quindi il fatto che PAY TO FLY significa pagare per lavorare va bene, ben venga anche questo, ovviamente con la dovuta ed assoluta preparazione che la professione richiede. Ma se PAY TO FLY significa che il pilota può farlo solo ed unicamente chi ha un bel conto in banca, beh! dovreste chiedere ai passeggeri se sono concordi o meno visto che in ogni cosa, compresa questa, quando l'eccezione diventa la regola ben difficilmente si concilia con la professionalità. PAY TO FLY non differisce dal PAY TO CARE per i medici o dal PAY TO LAW per gli avvocati o da qualsiasi altro PAY..., la differenza è che un avvocato me lo posso scegliere, un medico inetto posso cambiarlo e un pessimo dentista posso denunciarlo se non sa fare bene il suo lavoro. Un pilota no, non posso sceglierlo e quando salgo su un aereo lo esigo che dietro quella porta ci sia sempre massima professionalità. Una professionalità selezionata sulle qualità e non dal conto in banca.