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Old 23rd September 2013 | 10:44
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iceman51
 
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Alitalia come Tassara/Zaleski

Avete sicuramente notato che la mia presenza su qs blog non è più costante come nel passato. Ritengo ora che sia giunto il momento di esprimere la mia opinione sulla squallida vicenda CAI che in qs settimana dovrebbe vedere l'ultimo giro di valzer prima dell'ennesimo e costosissimo, non solo in termini economici, salvataggio di questa disastrata azienda che la politica non vuole lasciare al suo giusto destino: il fallimento, senza nessuna altra italica fenice pronta al decollo.

Prima di procedere aggiungo una cosa. Una volta tanto non concordo con EM75 o meglio, concordo e vado oltre affermando che Air France non entrerà nel gioco investendo 1 solo € ma addirittura lo farà praticamente a credito dopo un belly landing di CAI che i capitani coraggiosi ed i loro compagni di merenda saranno presto costretti a fare.

Vi sarete anche chiesti... ma perché mai ha scritto Alitalia come Tassara/Zaleski? Chi sono costoro/costui? Of course San Google può darvi un aiutino, ma vi consiglio – terminato di leggere qs post - di andare a leggere qs articolo sul Corriere con la relativa video intervista e sperare come il sottoscritto che Giovanna Boursier vada presto ad intervistare sull'argomento CAI Enrico Cucchiani, il Consigliere Delegato di Intesa Sanpaolo.

CAI come Tassara/Zaleski perchè le due vicende sono molto simili e guarda caso vedono sul palcoscenico gli stessi attori. Da una parte i capitani coraggiosi, dall'altra un – sic – finanziere coraggioso e le solite, note banche amiche. Due in primis Unicredit e Intesa Sanpaolo che hanno elargito credito a piene mani (diversamente che in altre circostanze e non mi si venga a raccontare che i tempi erano differenti, please) ed adesso si ritrovano con posizioni non più sostenibili.

Per Tassara/Zaleski siamo arrivati alla quarta ristrutturazione del debito, riassetto che Unicredit ha bocciato e a fine settembre rivuole indietro l'esposizione cosa che per Intesa Sanpaolo si trasformerebbe in un bagno di sangue tanto è che nella sua ultima disastrata semestrale ha già messo ad incaglio la bella somma di 800 milioni di euro in capo ad un singolo debitore... indovinate chi è... Ne consegue che Intesa Sanpaolo azionista e una delle banche maggiori in CAI non può permettersi di mandare ad incaglio ulteriori posizioni e dovrà cercare una soluzione anche perché la politica glielo chiede, eufemismo, ovvero impone.

Ma come siamo messi in CAI? Non male, non malissimo. Peggio ancora perché non è solo la componente finanziaria ad essere in crisi ma proprio l'azienda in quanto tale, la sua capacità di fare impresa (poteva essere diversamente atteso che le cariatidi ai posti di comando sono più o meno sempre le stesse ed i nuovi arrivati sono degli incapaci?). Dal punto di vista finanziario la situazione è drammatica e per giustificare la necessità immediata di nuovi capitali al capezzale della compagnia sono stati chiamati altri compagni di merenda, la Banca Leonardo (mi sono sempre chiesto, ma oltre a “scrivere giustificazioni” - perché emerge agli onori della cronaca solo in qs situazioni - cosa fa questa banca?). Bene il risultato è che CAI necessita subito di 400/450 milioni di euro, meglio sparare alti per poi ottenerne 350/400 non si sa mai. e il debito deve essere ristrutturato. Ovvero chi ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato e la pace regni con loro. I fornitori quindi si preparino ad un autunno molto caldo e l'entità del problema è già stata rappresentata su qs blog. I capitani coraggiosi invece si rassegnino (alcuni dietro le sbarre del gabbio) ad azzerare i loro investimenti, se non lo hanno già fatto, mentre le banche anche nella duplice veste di azionisti e finanziatori provvedano a lanciare un nuovo piano di salvataggio.

Ed è questo che i francesi stanno aspettando, che le banche presenti in CAI facciano le pulizie di Pasqua poi si vedrà. Ma quale è la situazione in CAI? Drammatica ovviamente. Fonti bene informate indicano al 30 giugno 2013 la disponibilità di linee di credito (comprese le garanzie) per oltre 750 milioni di euro (ben inferiore a quella di Tassara/Zaleski, in riduzione rispetto al 12/2012 e soprattutto 12/2011 quindi qualcuno si è sfilato in tempi non sospetto ho almeno ha ridotto l'accordato), con un utilizzo di circa 600 milioni e con una quota a carico di Intesa Sanpaolo di circa 200 milioni.

AF sta puntando proprio su qs 750 milioni di finanziamenti e credo stia condizionando ogni suo possibile intervento alla conversione di una buona parte dell'indebitamento in equity. La banche saranno ovviamente riluttanti ma qualcuno dovrà farlo, Intesa Sanpaolo in particolare e probabilmente Unicredit. Diversamente il banco salta e salterà entro ottobre. Poi AF vorrà anche un concordato preventivo in continuità aziendale per scaricare il massimo possibile sui fornitori ed alla fine forse entrerà nel capitale ma non prima di aver bene normato a suo piacimento il chi fa che cosa, come e quando. Ai nostri politicanti offrirà un posto nel CdA del Gruppo AF/KLM ma senza alcuna delega e così il nostro lupacchiotto che giovedì volerà a Parigi con il cappello in mano potrà ritornare raggiante ed annunciare che grazie al suo prodigioso intervento CAI potrà presto entrare a pieno titolo a far parte del Gruppo AF/KLM, ecc.

Ma per quanto entrerà AF nel capitale di CAI? Difficile dirlo in qs momento perché molto dipenderà dalla ristrutturazione del debito che sarà concordata e dall'effettivo potere gestionale che le sarà affidato. Credo che sul tavolo a partire dall'attuale 25% vi siano due ipotesi di lavoro, una minimale del 34% circa ed una massima del 49.9% - 50,1%. Potranno anche essere concordati degli step intermedi, sempre a partire dal 34% circa valore indispensabile per poter controllare le assemblee straordinarie, in funzione dell'andamento della ristrutturazione.

CAI parlerà quindi francese? Credo proprio di sì ma bisognerà vedere come. In ogni caso non sarà una passeggiata e la politica continuerà ad interferire. Uno dei nodi da sciogliere sarà quello del CEO che i francesi vorranno e che la politica non sarà disposta a concedere e magari per non perdere la faccia sarà disponibile a mettere nella posizione anche un fantoccio. I francesi vorranno infine “stritolare” le banche che sono messe malissimo e che si giustificheranno dicendo che “bisogna guardare avanti”... ma come? Atteso che l'attuale Consigliere Delegato di Intesa Sanpaolo sull'affaire Tassara/Zaleski dice che “omissis... il credito non gliel'ho dato io... omissis”, “omissis... a quei tempi mi occupavo di tutt'altro... omissis”, “omissis... io nel 2008 non ero neanche in Italia... omissis” Cucchiani laddove intervistato con riferimento a CAI probabilmente userà le stesse vergognose parole. Ragionevolmente troveranno un accordo ed una soluzione, ma come lui stesso ha affermato con riferimento all'affaire Tassara/Zaleski è molto difficile rimettere il dentifricio – i crediti concessi - nel tubetto... A mio avviso l'unico “dentifricio nuovo” per CAI si chiama AF alle sue condizioni ovviamente.

Ricordo infine chi è stato il regista ed attore dell'operazione CAI, l'allora Consigliere Delegato di Intesa Sanpaolo, Corrado Passera che ovviamente era al timone anche per l'affaire Tassara/Zaleski. Attendiamo quindi qualche giorno e guardiamo avanti anche se ormai CAI sta intaccando le riserve ed un altro go around senza AF e le banche che ristrutturino il debito non sarà possibile. Belly landing entro il 30 ottobre.

Perdonatemi il lungo post, ma desideravo farvi comprendere anche con l'aiuto dell'intervista della Boursier di che pasta è fatto il sistema politico/finanziario italiano e colgo l'occasione per ricordare che con i finanziamenti ricevuti Zaleski tramite la sua Tassara ha provveduto ad “investire” con percentuali più o meno elevate nel capitale delle – guarda caso – stesse banche finanziatrici... i cui titoli oggi segnano valori ben differenti...
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