Epsilon,
ritengo la tua analisi abbastanza giusta nelle linee generali ma non la condivido in alcuni punti fondamentali.
Mi sembra che sia più volte venuto fuori il raffronto stato/privato con commenti di varia natura ma vorrei ricordare a tutti l'esempio che abbiamo noi qui in Italia sotto i nostri occhi: civilavia prima ed enac poi, alitalia, enav...tutti soggetti di stato e quindi secondo alcune teorie portabandiera di trasparenza e meritocrazia...ed invece tutti noi conosciamo i clientelismi e le influenze politiche che governano tali realtà.
In Italia siamo arrivati al punto che perfino in aziende al 100% private sia divenuta necessaria una certa collusione clientelare e politica a discapito della meritocrazia e della selezione professionale al solo fine di ottenere dei "favori" o per "avere canali privilegiati" in caso di bisogno...un esempio?provate a vedere quanti figli di funzionari enac o enav lavorano nelle varie compagnie nostrane.
In altri paesi ,dove le autorità aeronautiche si sono guadagnate il rispetto dell'utenza con anni di lavoro svolto con trasparenza e serietà ,questa situazione o non esiste oppure è di importanza irrilevante e quindi le aziende (tutte private in quei paesi) possono concentrarsi serenamente sul loro prodotto e selezionare il personale secondo i propri parametri.
Morale?Beh penso sia una questione di senso civico e di maturità imprenditoriale di noi italiani tutti...un discorso che si snoda ben oltre i confini dell'aeronautica.
per quanto riguarda il trend dei neo brevettati mi sembra che ce ne siano sempre meno e che i costi di addestramento siano di molto superiori a quelli di qualche anno fa...quindi prima o poi si arriverà ad un momento simile al pre 11 settembre dove si cercavano piloti ovunque anche a costo di strapagarli (esperienza vissuta sulla mia pelle).