Veglia, Alcol e Human Performance
Rieccoci qui...
Ho appena terminato di scrivere un piccolo articolo per il numero di Agosto del mio giornalino e mi faceva piacere condividerlo con Voi.
Lo studio preso ad esame per "l'articoletto" nasce da un approfondita ricerca svolta presso la University of South Australia. In realtà l'approfondimento fatto da me e da un Collega ci è servito per portare in ambito ETF un qualcosa di scientifico ed inopinabile al fine di creare "sensibilità" sui nuovi limiti di impiego... chissà mai se servirà; di certo è meglio provarci piuttosto che non far nulla!
L'articolo è chiaramente un mega riassunto di una ricerca dettagliata e mi faceva piacere condividerlo sia per gli esperti del settore, come spunto di riflessione, sia per coloro i quali si accingono alla nostra Professione per capire quali e quanti argomenti ruotano attorno al nostro Settore, non sempre limitati a contenuti "meteo/aerodinamici" come molti potrebbero pensare....
Di seguito riporto testualmente:
La riduzione del sonno, nonché la qualità del sonno stesso, risulta essere una delle cause importanti negli incidenti che coinvolgono Personale Navale ed Aeronavigante. Una scarsa qualità di sonno, nonché un periodo di riposo insufficiente, si traduce infatti in una drastica diminuzione dei livelli di attenzione così come evidenziato in molti test psicomotori cognitivi; nonostante ciò gli incidenti causati dalla fatica non sono ancora oggi ben quantificabili.
In uno studio scientifico recentemente effettuato, si è voluto paragonare l’impatto che ha un prolungato stato di veglia sulle “Human Perfomance” a quello che ha l’intossicazione da alcol. Lo studio effettuato, in collaborazione con la University of South Australia, mostra infatti come moderati livelli di fatica, producano un impatto psicomotorio assai più “grave” di una moderata intossicazione da alcol stesso. Gli studi effettuati hanno preso a campione 40 soggetti; di questi, 20 sono stati tenuti svegli per 28 ore (dalle 8:00 alle 12:00 del giorno seguente) ed agli altri 20 è stato invece richiesto di assumere (sempre dalle 8:00 di mattina in poi) 10-15 gr. Di alcool ad intervalli di 30 minuti fintantoché la concentrazione alcolica nel sangue non avesse raggiunto una concentrazione pari allo 0,10%. Allo stesso tempo ogni 30 minuti venivano eseguiti test psicomotori e di coordinazione su tutti i soggetti.
I test hanno evidenziato un deterioramento delle perfomance dalla decima alla ventiseiesima ora di veglia, con un rateo di deterioramento pari allo 0,74% ad ora. Per quanto riguarda invece l’intossicazione da alcool, si è rilevato che con lo 0,01% di concentrazione alcoolica nel sangue, le performance degradavano dell’1,16% fino a giungere ad un decremento complessivo pari all’11,6% quando la concentrazione alcolica nel sangue raggiunge il valore dello 0,10%.
Andando ad inserire i parametri all’interno di un grafico, è immediata la comparazione tra le due curve (intossicazione da alcol e stress da un lungo stato di veglia). Si evince pertanto che dopo una veglia prolungata di 17 ore, le “Human Perfomance” sono le stesse di una persona con una concentrazione alcolica nel sangue pari allo 0,05%; dopo 24 ore di veglia prolungata si è invece equiparati ad una persona che ha una concentrazione alcolica nel sangue pari allo 0,10%.
Passiamo ora ad alcune considerazioni; in Italia il valore limite al quale ci viene tolta la patente per guida in stato di ebbrezza è proprio pari alla concentrazione sanguigna di alcol dello 0,05% (= 0,5 gr./litro di sangue). Allo stesso tempo, come ben sappiamo, a causa dei limiti di impiego che NON hanno un limite nei tempi di servizio (bensì solamente sui Tempi di Servizio di Volo o PSV). Non è poi così infrequente sviluppare stati di veglia continuata anche oltre le 17 ore (considerando il doversi preparare, recarsi in aeroporto, effettuare il servizio e rincasare). Di qui una profonda riflessione sull’importanza di un adeguato riposo prima di iniziare un periodo di servizio, ma anche e soprattutto quando al termine del nostro turno risaliamo in macchina per tornare a caso. Dagli studi appena esaminati, infatti, il nostro stata psicofisico è compromesso tanto quello di una persona che sta guidando in stato di ebrezza e che, se venisse fermato, (psico-fisicamente nelle nostre IDENTICHE condizioni) gli verrebbe ritirata la patente in quanto considerato pericolo per se e per gli altri alla guida di un mezzo!!!
Come dicevo prima...giusto per uno spunto di riflessione!
PS mi dispiace non poter inserire i grafici e quindi l'articolo per intero...
Alby
Last edited by RaymundoNavarro; 17th July 2015 at 20:40.