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Old 15th June 2003 | 18:16
  #14 (permalink)  
C-47
 
Joined: Jun 2003
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From: Milan, Italy
Coraggio !!

Ciao Plota,

mi sembra proprio di leggere la storia della mia vita, solo con qualche ora di volo in più e, concedimelo, in chiave decisamente pessimistica.

Io ho finito l'ATPL lo scorso Dicembre: da allora ho provato a percorrere varie strade per arrivare all'agognato colloquio (pretendere un lavoro è troppo...). A distanza di quasi 6 mesi ecco le conclusioni che ho tratto:

1) Mandare curriculum per posta non serve a nulla: finiscono nel cestino prima ancora di arrivare alla segretaria che smista la posta. Si può continuare a fare una cosa del genere cos' per sport o, eventualmente, se si ha a che fare con paesi diversi dall'Italia.

2) La questione non è certamente quella delle ore di volo: io ne ho 450 e, più volte, mi sono domandato se valesse la pensa di andare un mese negli USA (ho anche la licenza FAA) e farmi un centinaio di ore. Ho abbandonato l'ipotesi in quanto alle compagnie non frega nulla se tu hai 250 ore o 600 ore di cessnino. Per loro ha esattamente lo stesso valore (e, in fin dei conti, non hanno tutti i torti). Arrivati a questo punto dobbiamo puntare alla qualità delle ore e non alla quantità. 100 ore di cessnino valgono "10"; 20 ore di cessnone (citation, ad esmepio) valgono "100".

3) Se si vuole lavorare in Italia (LEGGI: paese dominato dalle raccomandazioni e non dalla meritocrazia) bisogna farsi amico qualcuno che conti (comandante in pensione, comandante non in pensione etc. ) e abbassarsi a leggargli il c..lo più che si può in modo tale da entrare nelle sue grazie e, magari, strappargli un aiutino.

3) E' buono, a mio avviso, il consiglio ricevuto da parecchi su questo argomento: umiliarsi nel fare un lavoro di ripiego ma che, almeno, ci tenga a stretto contatto con un ambiente aeronautico. Da un po' vado presso una compagnia di aerotaxi offrendomi di aggiornare i Jeppesen dei loro aerei (LEGGI: lavoro pallosissimo). Ci perdo 2/3 ore alla settimana durante le quali, però, non perdo mai l'occasione per parlare con i comandanti e i piloti che incontro. Può darsi che non serva a nulla ma è sempre meglio che restarsene a casa a piangersi addosso.

4) Bisogna considerare, forse più di quanto facciamo, l'ipotesi di trascorrere un periodo di lavoro all'estero, in un paese nel quale la meritocrazia abbia un valore.


Queste le mie considerazioni iniziali.

Vorrei dirti, poi, che in Ryanair, se passi le selezioni presso una delle scuole alle quali si appoggia per le abilitazioni sul 737, è sicuro che ti assumono. Semmai, ora come ora, non si riesce a passare le selezioni perchè non abbiamo una licenza JAR, cosa che per loro è assolutamente obbligatoria.

Altro, per ora, non mi viene in mente. Comunque, arrivati a questo punto, trovo abbastanza stupida l'idea di abbandonare tutto quanto. Meglio non demoralizzarsi troppo ed insistere. La fortuna aiuta gli audaci...

Ciao
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