Flydive, tu ti sentiresti tranquillo nel partire sapendo che dei passeggeri hanno osservato il contatto tra l'estremità dell'ala ed un altro aeromobile ? Successivamente questi passeggeri hanno anche palesemente manifestato il loro stato di apprensione riguardo l'evento accaduto. Dalla cabina di pilotaggio non hai modo di sapere se il contatto è avvenuto, a meno che l'impatto non sia stato cosi violento da causare qualche avaria ai sistemi. Quindi viene il dubbio, il contatto forse c'è stato. Ora si può partire in orario con un bel dubbio e la consapevolezza che alcuni passeggeri ritengono che la sicurezza del volo sia compromessa e che hanno in parte perso la fiducia che ripongono nell'equipaggio. In alternativa si può tornare al parcheggio e chiedere che un tecnico qualsiasi, anche di aeroclub, dia un'occhiata all'estremità dell'ala per vedere se c'è stato un contatto e rendere consapevole della situazione anche l'equipaggio dell'altro aeromobile, che deve affrontare un volo di diverse ore sopra l'oceano. A mio parere ci sono tante situazioni nella nostra Professione che non trovano un immediato riscontro nei manuali, nelle procedure o nella conoscenza profonda degli impianti ma che si basano su una questione di maturità personale e di buon senso, altrimenti a sinistra farebbero sedere chiunque una volta raggiunto il monte ore necessario. Non commento neanche il fatto che una volta arrivati a destinazione,durante il giro esterno, il Comandante abbia valutato il danno come insignificante poichè se ci fosse stato un cambio equipaggio l'aereo sarebbe rimasto inchiodato ad Ibiza in quanto nessuno si prenderebbe la responsabilità di accettare un a/m con un visibile danno esterno non riportato o trascritto come ispezionato e compatibile. Come sappiamo tutti noi in questa Professione aeroplani e dubbi non vanno molto d'accordo, e di solito la legge di Murphy interviene per ricordarcelo.