licenze$magagne
Si l'alternativa e' andare a Oxford o a Miami e fare 14 esami per convertire il commerciale verso uno JAA europeo, e a meno che non si ha un posto sicuro di lavoro in Europa, tutti sconsigliano la conversione.
Questa e' la fregatura che tutti noi piloti abbiamo preso grazie alla frantumazione dell' ICAO in piu' enti a causa delle scuole di volo che perdevano e perdono ancora studenti per il nord America, perche' hanno prezzi svantaggiosi e carissimi. Molti aeroclub si lamentano dei magri guadagni, ma tra il prezzo del carburante e la scarsa competizione dei prezzi c'e' poco da frignare.
Personalmente credo che la creazione della JAA sia solo una buffonata, del resto abbiamo fatto cosi tanto per il free-trade e per abbattere ogni barriera burocratica, che questa situazione si presenta ambigua e fuori luogo. Comunque essendo oramai abituato a vivere fuori Italia, mi arrendo a fare lo zingaro e mercenario di quella compagnia che puo' offrirmi un posto di lavoro che mi garantisca ore di volo e una buona esperienza.
Sulla rivista "Volare" (credo sia quella), un numero uscito a primavera del 2006 esponeva in un dossier i piloti italiani che vivono e lavorano all'estero; molti di loro hanno dichiarato di stare bene fuori dall'Italia dato che hanno stipendi piu' alti e contratti sicuri. E' triste sapere che essere un pilota italiano, con brevetti ottenuti in Italia o all'estero, non si possa lavorare nel proprio paese e stare vicino alle propre famiglie dopo tutti i sacrifici e soldi investiti.
E' anche una vergogna vedere come i media non prestino attenzione a questo caso, se non riviste e siti web specializzati in aviazione. Fa solo notizia quanto faccia pena l'Alitalia, scioperi e compravendite si intende!