Ripetiamo tutti insieme (come a scuola): il pilota di linea non č un libero professionista. Serve un contratto con con tasse e contributi trattenuti alla sorgente.
Se poi uno vuole puņ anche fare il furbetto facendo la “guida turistica” con la divisa da pilota, ma se un domani si viene devastati dall’AdE almeno evitiamo di dire che l’italia č un Paese “dove non si puņ fare business…”