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Alitalia - il futuro della Compagnia

Alitalia - il futuro della Compagnia

Old 7th Apr 2017, 19:00
  #101 (permalink)  
 
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Originally Posted by 45ACP View Post
Se stanotte si menano in mediterraneo orientale avremo qualche problema più grave della crisi Alitalia, i falchi americani Neoconservatori stanno attendendo questo momento da 8 anni...
Wall Street necessita una guerra, chissà se la CIA e il Mossad riusciranno a fermare questi venti che preannunicano tempesta?
Non sottovalutiano la Russia di Putin, sanno benissimo che partono in inferorità ma hanno la volontà di arrivare alla vittoria, buon vento che non sia caldo e preceduto da un lampo di raggi gamma.
Sai nei Middle East un piccola guerra che faccia alzare un po' il prezzo del petrolio qualcuno non la vedrebbe male purtroppo
Meditate gente meditate
Ramones is offline  
Old 7th Apr 2017, 21:34
  #102 (permalink)  
 
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Copio e incollo questa parabola genialmente scritta e donata da un collega pilota as uso e consumo dei grandi illuminati manager e dei loro fedeli servi
Ps e magari anche per i frequentatori si forum di cucina aperitivi e viaggi

Giacomino, ovvero: come si persegue la vittoria ineluttabile.

Giacomino voleva essere un fantino vittorioso, o meglio, sapeva di esserlo. Si era procurato il casco, la casacca, i pantaloni, gli stivali. Si era procurato anche il frustino. Quando ebbe anche il cavallo, capì di avere già realizzato il suo sogno.
Da quel momento sarebbe stata solo una questione di tempo. Grazie alla sua particolare sensibilità per il successo, poteva vedere il futuro come normalmente si guarda un film: le prime vittorie in gare minori, poi una carriera inarrestabile. Trionfi su trionfi in piazze sempre più prestigiose, la folla in delirio, gli addetti ai lavori sempre più deferenti nei suoi confronti, fino all’epilogo già scritto a lettere di fuoco nelle pagine del destino; alla fine tutti i suoi sogni sarebbero stati ricompensati con la gloria, i guadagni ed il prestigio che, già lo sapeva, gli erano riservati.
Non poteva fallire. La sua grinta, la tenacia e la voglia di vincere lo rendevano imbattibile. Questa sensazione era chiarissima in lui, che già sentiva quel mondo come parte della sua stessa essenza. Nessuno poteva batterlo, o anche solo impensierirlo, perché nessuno sembrava sentire quella scarica di energia che lui percepiva distintamente, e che gli scorreva nelle vene insieme all’adrenalina della sua prima gara, che finalmente lo vedeva intento a forgiare i suoi primi passi, come un guerriero del passato, in momenti analoghi, avrebbe forgiato le sue armi.
Subito dopo il via, quando tutti i cavalli scattarono contemporaneamente fuori dalle gabbie, Giacomino vide però che tutti gli altri correvano più veloci del suo, e con maggiore slancio. Lo frustò a sangue per tutta la corsa, ma la bestia non volle saperne di raggiungere il gruppo in lizza per la vittoria; questo moltiplicò la sua rabbia, e la voglia di sfogarla sull’inutile animale, che proprio in quanto animale, non sembrava percepire l’importanza del momento e frustrava, con quell’andatura sempre più fiacca, la sua più che giustificata sete di vittoria.
Dopo l’arrivo il cavallo stramazzò al suolo con il bianco della bava alla bocca, che ora si mescolava ad un rivolo di sangue che pareva colare dalle narici. Giacomino prese la cosa come un’onta personale e tornò a frustarlo con tutte le forze; quando il braccio cominciò a fargli male, andò avanti prendendo il cavallo a calci sulle costole. Nessuno intervenne per fermarlo. In fondo quella appena corsa era davvero stata una pessima gara, pensavano. Tutti sapevano quanto costa lo stallaggio ed il mantenimento di un buon cavallo da corsa, ed il minimo che un cavallo possa fare quando viene il momento di ripagare il padrone, continuavano a pensare, era correre come il vento anche a costo di farsi scoppiare il cuore.
Certo, quello era un caso particolare, e la particolarità, volendo vederla, saltava agli occhi. Giacomino era un uomo colossale. Non potevano saperlo con esattezza i presenti, e nella fattispecie non lo sapeva nemmeno lui, che non si pesava da anni per non dover affrontare la realtà, ma stazzava ben oltre i centottanta chili. Praticamente pesava più o meno quanto tutti quanti i fantini avversari messi insieme.
Mentre Giacomino, ormai fiaccato dallo sforzo, continuava a calciare sempre più stancamente il torace della bestia che adesso non sembrava più neanche sentire i colpi, si fece avanti un signore in giacca e cravatta, che vinto ogni indugio si presentò come “advisor”, spiegando che il suo lavoro consisteva appunto nel trarre il massimo da un sistema al lavoro e che molto probabilmente aveva già individuato il problema:
<< Un’accoppiata cavallo-fantino, considerato anche il peso della sella, dovrebbe essere nell’intorno dei trecento chili per potersi dire competitiva. Qui siamo verso i quattrocentocinquanta a quanto vedo, Signore, e questo impatta direttamente sulle vostre possibilità di vittoria. In buona sostanza voialtri pesate una volta e mezzo quello che dovreste pesare. >>
Giacomino si bloccò come folgorato da un’illuminazione. Ora aveva capito l’errore ed avrebbe presto rimediato. Tirò altri due calci alla bestia con rinnovato vigore e poi la fece chiudere nel box, dove avrebbe ricevuto razioni ridotte di biada in vista della prossima gara. In fondo quel cavallo doveva perdere oltre un quintale di peso per avere speranza di vittoria, i numeri appena enunciati dall’esperto parlavano chiaro, e lui decise di assumerlo sul posto e di fare suo ogni consiglio che questi dovesse esprimere anche in futuro.
Gli mise subito in mano una somma generosa e lo assunse seduta stante nella squadra, si concesse un pranzo luculliano e non mancò di invitare anche lo stesso advisor e tutti i presenti, che accettarono di buon grado; intanto uno stalliere si occupava svogliatamente di rimettere in piedi il cavallo, il quale però continuava a comportarsi come se non capisse quanto fosse importante il suo coinvolgimento anche emotivo in vista della prossima gara. Appena ne ebbe la forza cercò addirittura di mordere lo stalliere, non sapremo mai se per fame o per una qualche bizza, e va detto, a onor di cronaca, che la gara successiva andò anche peggio della precedente. L’advisor, che per l’occasione era salito in groppa insieme a Giacomino, non potè fare a meno di notare che il peso totale del sistema uomo-cavallo era addirittura aumentato. Le diete per il cavallo continuarono sempre più rigide, a pari passo con i bagordi dei cavallerizzi, mentre si ipotizzava di operarlo per togliere un po’di zavorra. Tutti gli organi non strettamente necessari alla corsa, come ad esempio uno dei reni, uno dei polmoni, i genitali, un occhio, ed altri doppioni di questo genere sarebbero stati eliminati, rendendolo leggero e scattante proprio come auspicato dall’advisor.
Sorprendentemente, quando si avvide dei progetti che lo vedevano coinvolto, il cavallo cercò di scalciare via e di mordere quelli che si accingevano ad avvicinarlo.
A nulla valsero i poster di cavalli vittoriosi appesi nel box, che avrebbero dovuto invogliarlo a sottoporsi con entusiasmo alle cure della squadra, o i discorsi dello stesso Giacomino, che venivano proiettati continuamente su appositi schermi, e che gli descrivevano la magica vita che tutti quanti avrebbero potuto concedersi se solo esso cavallo avesse ceduto alle cure che gli venivano proposte per il suo stesso bene, e creduto con tutto il cuore all’ineluttabile vittoria finale. Alla fine non se ne fece nulla, perché la bestiaccia maledetta, sebbene notevolmente alleggerita come da progetto, pareva addirittura meno prestante di prima, ed infine, nel bel mezzo di un allenamento, stramazzò al suolo priva di vita, senza nessun motivo apparente se non la cronica mancanza di voglia di vincere.
Questa storia deve insegnarci, e difatti ci insegna, che quando il materiale equino non è all’altezza, è davvero impossibile condurlo alla vittoria, anche se si fanno sforzi immani per coinvolgerlo e se si applicano le dinamiche più moderne per renderlo funzionale alle esigenze del team.
Tuttavia, e qui introduciamo una doverosa nota di speranza, nella nostra società ormai evolutasi ben oltre i limiti imposti dalla svogliatezza di una bestia insensibile, non bisogna necessariamente sottostare alla lotteria che il freddo risultato vorrebbe inopinatamente imporre all’ardito.
Adesso Giacomino, forte della sua naturale inclinazione nonché di quanto appreso in questa storia che, vogliamo ribadirlo, solo per un incidente non è stata trionfale, insegna arte della vittoria nelle più importanti università, e lo fa non tanto per il lauto stipendio o per la possibilità di portarsi a letto le studentesse in cambio di buoni voti, lo fa perché, citiamo le sue stesse parole, “una squadra vincente non può essere condannata alla sconfitta solo perché il maledetto cavallo non ne vuole sapere di fare sacrifici”.
A questo punto, unendoci idealmente a tutti quelli che adesso conoscono la sua gloriosa vicenda e non potranno che tifare per lui e per tutti quelli come lui, esprimiamo il nostro augurio per un futuro degno di cotanta dedizione:
Vai Giacomino, il mondo è tuo, facci sognare ancora.
Ramones is offline  
Old 9th Apr 2017, 12:20
  #103 (permalink)  
 
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@RAMONES
blissbak is offline  
Old 9th Apr 2017, 21:31
  #104 (permalink)  
 
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Originally Posted by Ramones View Post
Copio e incollo questa parabola genialmente scritta e donata da un collega pilota as uso e consumo dei grandi illuminati manager e dei loro fedeli servi
Ps e magari anche per i frequentatori si forum di cucina aperitivi e viaggi

Giacomino, ovvero: come si persegue la vittoria ineluttabile.

Giacomino voleva essere un fantino vittorioso, o meglio, sapeva di esserlo. Si era procurato il casco, la casacca, i pantaloni, gli stivali. Si era procurato anche il frustino. Quando ebbe anche il cavallo, capì di avere già realizzato il suo sogno.
Da quel momento sarebbe stata solo una questione di tempo. Grazie alla sua particolare sensibilità per il successo, poteva vedere il futuro come normalmente si guarda un film: le prime vittorie in gare minori, poi una carriera inarrestabile. Trionfi su trionfi in piazze sempre più prestigiose, la folla in delirio, gli addetti ai lavori sempre più deferenti nei suoi confronti, fino all’epilogo già scritto a lettere di fuoco nelle pagine del destino; alla fine tutti i suoi sogni sarebbero stati ricompensati con la gloria, i guadagni ed il prestigio che, già lo sapeva, gli erano riservati.
Non poteva fallire. La sua grinta, la tenacia e la voglia di vincere lo rendevano imbattibile. Questa sensazione era chiarissima in lui, che già sentiva quel mondo come parte della sua stessa essenza. Nessuno poteva batterlo, o anche solo impensierirlo, perché nessuno sembrava sentire quella scarica di energia che lui percepiva distintamente, e che gli scorreva nelle vene insieme all’adrenalina della sua prima gara, che finalmente lo vedeva intento a forgiare i suoi primi passi, come un guerriero del passato, in momenti analoghi, avrebbe forgiato le sue armi.
Subito dopo il via, quando tutti i cavalli scattarono contemporaneamente fuori dalle gabbie, Giacomino vide però che tutti gli altri correvano più veloci del suo, e con maggiore slancio. Lo frustò a sangue per tutta la corsa, ma la bestia non volle saperne di raggiungere il gruppo in lizza per la vittoria; questo moltiplicò la sua rabbia, e la voglia di sfogarla sull’inutile animale, che proprio in quanto animale, non sembrava percepire l’importanza del momento e frustrava, con quell’andatura sempre più fiacca, la sua più che giustificata sete di vittoria.
Dopo l’arrivo il cavallo stramazzò al suolo con il bianco della bava alla bocca, che ora si mescolava ad un rivolo di sangue che pareva colare dalle narici. Giacomino prese la cosa come un’onta personale e tornò a frustarlo con tutte le forze; quando il braccio cominciò a fargli male, andò avanti prendendo il cavallo a calci sulle costole. Nessuno intervenne per fermarlo. In fondo quella appena corsa era davvero stata una pessima gara, pensavano. Tutti sapevano quanto costa lo stallaggio ed il mantenimento di un buon cavallo da corsa, ed il minimo che un cavallo possa fare quando viene il momento di ripagare il padrone, continuavano a pensare, era correre come il vento anche a costo di farsi scoppiare il cuore.
Certo, quello era un caso particolare, e la particolarità, volendo vederla, saltava agli occhi. Giacomino era un uomo colossale. Non potevano saperlo con esattezza i presenti, e nella fattispecie non lo sapeva nemmeno lui, che non si pesava da anni per non dover affrontare la realtà, ma stazzava ben oltre i centottanta chili. Praticamente pesava più o meno quanto tutti quanti i fantini avversari messi insieme.
Mentre Giacomino, ormai fiaccato dallo sforzo, continuava a calciare sempre più stancamente il torace della bestia che adesso non sembrava più neanche sentire i colpi, si fece avanti un signore in giacca e cravatta, che vinto ogni indugio si presentò come “advisor”, spiegando che il suo lavoro consisteva appunto nel trarre il massimo da un sistema al lavoro e che molto probabilmente aveva già individuato il problema:
<< Un’accoppiata cavallo-fantino, considerato anche il peso della sella, dovrebbe essere nell’intorno dei trecento chili per potersi dire competitiva. Qui siamo verso i quattrocentocinquanta a quanto vedo, Signore, e questo impatta direttamente sulle vostre possibilità di vittoria. In buona sostanza voialtri pesate una volta e mezzo quello che dovreste pesare. >>
Giacomino si bloccò come folgorato da un’illuminazione. Ora aveva capito l’errore ed avrebbe presto rimediato. Tirò altri due calci alla bestia con rinnovato vigore e poi la fece chiudere nel box, dove avrebbe ricevuto razioni ridotte di biada in vista della prossima gara. In fondo quel cavallo doveva perdere oltre un quintale di peso per avere speranza di vittoria, i numeri appena enunciati dall’esperto parlavano chiaro, e lui decise di assumerlo sul posto e di fare suo ogni consiglio che questi dovesse esprimere anche in futuro.
Gli mise subito in mano una somma generosa e lo assunse seduta stante nella squadra, si concesse un pranzo luculliano e non mancò di invitare anche lo stesso advisor e tutti i presenti, che accettarono di buon grado; intanto uno stalliere si occupava svogliatamente di rimettere in piedi il cavallo, il quale però continuava a comportarsi come se non capisse quanto fosse importante il suo coinvolgimento anche emotivo in vista della prossima gara. Appena ne ebbe la forza cercò addirittura di mordere lo stalliere, non sapremo mai se per fame o per una qualche bizza, e va detto, a onor di cronaca, che la gara successiva andò anche peggio della precedente. L’advisor, che per l’occasione era salito in groppa insieme a Giacomino, non potè fare a meno di notare che il peso totale del sistema uomo-cavallo era addirittura aumentato. Le diete per il cavallo continuarono sempre più rigide, a pari passo con i bagordi dei cavallerizzi, mentre si ipotizzava di operarlo per togliere un po’di zavorra. Tutti gli organi non strettamente necessari alla corsa, come ad esempio uno dei reni, uno dei polmoni, i genitali, un occhio, ed altri doppioni di questo genere sarebbero stati eliminati, rendendolo leggero e scattante proprio come auspicato dall’advisor.
Sorprendentemente, quando si avvide dei progetti che lo vedevano coinvolto, il cavallo cercò di scalciare via e di mordere quelli che si accingevano ad avvicinarlo.
A nulla valsero i poster di cavalli vittoriosi appesi nel box, che avrebbero dovuto invogliarlo a sottoporsi con entusiasmo alle cure della squadra, o i discorsi dello stesso Giacomino, che venivano proiettati continuamente su appositi schermi, e che gli descrivevano la magica vita che tutti quanti avrebbero potuto concedersi se solo esso cavallo avesse ceduto alle cure che gli venivano proposte per il suo stesso bene, e creduto con tutto il cuore all’ineluttabile vittoria finale. Alla fine non se ne fece nulla, perché la bestiaccia maledetta, sebbene notevolmente alleggerita come da progetto, pareva addirittura meno prestante di prima, ed infine, nel bel mezzo di un allenamento, stramazzò al suolo priva di vita, senza nessun motivo apparente se non la cronica mancanza di voglia di vincere.
Questa storia deve insegnarci, e difatti ci insegna, che quando il materiale equino non è all’altezza, è davvero impossibile condurlo alla vittoria, anche se si fanno sforzi immani per coinvolgerlo e se si applicano le dinamiche più moderne per renderlo funzionale alle esigenze del team.
Tuttavia, e qui introduciamo una doverosa nota di speranza, nella nostra società ormai evolutasi ben oltre i limiti imposti dalla svogliatezza di una bestia insensibile, non bisogna necessariamente sottostare alla lotteria che il freddo risultato vorrebbe inopinatamente imporre all’ardito.
Adesso Giacomino, forte della sua naturale inclinazione nonché di quanto appreso in questa storia che, vogliamo ribadirlo, solo per un incidente non è stata trionfale, insegna arte della vittoria nelle più importanti università, e lo fa non tanto per il lauto stipendio o per la possibilità di portarsi a letto le studentesse in cambio di buoni voti, lo fa perché, citiamo le sue stesse parole, “una squadra vincente non può essere condannata alla sconfitta solo perché il maledetto cavallo non ne vuole sapere di fare sacrifici”.
A questo punto, unendoci idealmente a tutti quelli che adesso conoscono la sua gloriosa vicenda e non potranno che tifare per lui e per tutti quelli come lui, esprimiamo il nostro augurio per un futuro degno di cotanta dedizione:
Vai Giacomino, il mondo è tuo, facci sognare ancora.
Geniale 😂😂👏🏻
EI-PAUL is offline  
Old 10th Apr 2017, 01:04
  #105 (permalink)  
 
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Esiste una versione da porno attore di giacomino?
45ACP is offline  
Old 10th Apr 2017, 08:20
  #106 (permalink)  
 
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Originally Posted by 45ACP View Post
Esiste una versione da porno attore di giacomino?
😂😂si ! Si chiama però Rocco e la cavalla "cicciolina" ( detta la Fata Morgana)
Ramones is offline  
Old 10th Apr 2017, 09:35
  #107 (permalink)  
 
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Fata Morgana è tornata dal passato scoperchiando il vado che Pandora aveva chiuso venti anni fa, adesso solo oltre confine nel territorio del Patto di Varsavia trovo pace al mio io...
Inutile provare a modificare la situazione, soluzioni non convenzionali al sistema esogeno intrinsico ed imperturbabile deterninano fratture di libertà del mio berserk...
45ACP is offline  
Old 14th Apr 2017, 10:27
  #108 (permalink)  
 
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E salario d'ingresso sia ...applicazione ai neoassunti dei livelli retributivi "cityliner" indipendentemente dall'aeromobile d'impiego

http://http://www.ilsole24ore.com/pd...5Scansione.pdf

Tradotto: si sono venduti i giovincelli un'altra volta.
EI-PAUL is offline  
Old 14th Apr 2017, 10:38
  #109 (permalink)  
 
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Originally Posted by EI-PAUL View Post
E salario d'ingresso sia ...applicazione ai neoassunti dei livelli retributivi "cityliner" indipendentemente dall'aeromobile d'impiego

http://http://www.ilsole24ore.com/pd...5Scansione.pdf

Tradotto: si sono venduti i giovincelli un'altra volta.
Anche il cuxxo dei meno "anziani".
DEVILFISH is offline  
Old 14th Apr 2017, 13:33
  #110 (permalink)  
 
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Alitalia, Delrio: "Serve uno sforzo dopo una gestione sbagliata"

Alitalia, Delrio: "Serve uno sforzo dopo una gestione sbagliata"
Il preaccordo su Alitalia raggiunto nella notte è uno sforzo per salvare "un'azienda strategica per il Paese" d
Ma dai ? Allora non è colpa del personale navigante viziato e dei cfs?
Ramones is offline  
Old 15th Apr 2017, 08:53
  #111 (permalink)  
 
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Buongiorno. Al di là delle valutazioni del momento e senza entrare in considerazioni che non mi competono, stante la mia estraneità all'azienda, registro con amarezza che ieri è probabilmente terminata l'epoca di un contratto italiano di riferimento per i piloti. Questo accordo mi sembra cristallizzi le retribuzioni apicali al massimo della anzianità aziendale andando però a sancire che da ora in poi:
- la progressione di anzianità si riduce;
- l'incremento retributivo nella promozione al comando si ferma a massimo il 25 per cento ( ora è il 50)
- tutte le assunzioni sono a parametro cityliner.
- 9 riposi medi al mese, minimo 7
Mi pare che il CCNL non abbia risparmiato da questi tagli, e lo dico senza polemica. Lo schema è' quello usuale: la "terra" ci mette gli esuberi e i naviganti i soldi. Mi pare che i soldi levati siano a naso molti di più dell'8 per cento.
La storia non si fa con i se e con i ma, però quanto pesa ricordare come sarebbe andata diversamente se la visione di Prodi e Cempella con Malpensa 2000 e la fusione con KLM fosse andata in porto senza trovare miopi campanilismi elettivi ed imprenditoriali: all'epoca AZ aveva in cassa risorse ingenti che non poteva usare per incrementare la flotta. Il gruppo AZ-KLM con perno su MXP quale Hub Maker avrebbe trainato lo sviluppo di una rete integrata di trasporto, avrebbe evitato la nascita di compagnie aeree più o meno sussidiate non in grado di generare ricchezza quali Air One, sarebbe stato in grado di entrare con prepotenza nel capitale di Air France che all'epoca capitalizzava in borsa considerevolmente di meno. Invece ecco cosa ci tocca: vedere un disastro industriale che sarà tenuto in piedi il minimo necessario per cederlo a chi troverà utile l'acquisizione.
Che amarezza vedere che da ieri il contratto più ambito per i piloti italiani sia quello EasyJet per basi italiane.
joe falchetto 64 is offline  
Old 15th Apr 2017, 09:15
  #112 (permalink)  
 
Join Date: Sep 2007
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Originally Posted by joe falchetto 64 View Post
Buongiorno. Al di là delle valutazioni del momento e senza entrare in considerazioni che non mi competono, stante la mia estraneità all'azienda, registro con amarezza che ieri è probabilmente terminata l'epoca di un contratto italiano di riferimento per i piloti. Questo accordo mi sembra cristallizzi le retribuzioni apicali al massimo della anzianità aziendale andando però a sancire che da ora in poi:
- la progressione di anzianità si riduce;
- l'incremento retributivo nella promozione al comando si ferma a massimo il 25 per cento ( ora è il 50)
- tutte le assunzioni sono a parametro cityliner.
- 9 riposi medi al mese, minimo 7
Mi pare che il CCNL non abbia risparmiato da questi tagli, e lo dico senza polemica. Lo schema è' quello usuale: la "terra" ci mette gli esuberi e i naviganti i soldi. Mi pare che i soldi levati siano a naso molti di più dell'8 per cento.
La storia non si fa con i se e con i ma, però quanto pesa ricordare come sarebbe andata diversamente se la visione di Prodi e Cempella con Malpensa 2000 e la fusione con KLM fosse andata in porto senza trovare miopi campanilismi elettivi ed imprenditoriali: all'epoca AZ aveva in cassa risorse ingenti che non poteva usare per incrementare la flotta. Il gruppo AZ-KLM con perno su MXP quale Hub Maker avrebbe trainato lo sviluppo di una rete integrata di trasporto, avrebbe evitato la nascita di compagnie aeree più o meno sussidiate non in grado di generare ricchezza quali Air One, sarebbe stato in grado di entrare con prepotenza nel capitale di Air France che all'epoca capitalizzava in borsa considerevolmente di meno. Invece ecco cosa ci tocca: vedere un disastro industriale che sarà tenuto in piedi il minimo necessario per cederlo a chi troverà utile l'acquisizione.
Che amarezza vedere che da ieri il contratto più ambito per i piloti italiani sia quello EasyJet per basi italiane.
Parole da scolpire sulla pietra.
EI-PAUL is offline  
Old 15th Apr 2017, 09:18
  #113 (permalink)  
 
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Mi verrebbe anche a chiedermi se pure i vari culi da sedia - tipo le falene che continuano rocamboleschi esercizi di retorica su altri lidi - si vedranno saltare poltrone, decurtare stipendi e digerire salari d'ingresso.
Ma la risposta già la conosco: loro fanno un'altro mestiere, loro hanno delle responsabilità.
EI-PAUL is offline  
Old 15th Apr 2017, 09:44
  #114 (permalink)  
 
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Originally Posted by EI-PAUL View Post
Mi verrebbe anche a chiedermi se pure i vari culi da sedia - tipo le falene che continuano rocamboleschi esercizi di retorica su altri lidi - si vedranno saltare poltrone, decurtare stipendi e digerire salari d'ingresso.
Ma la risposta già la conosco: loro fanno un'altro mestiere, loro hanno delle responsabilità.
Che schifo! Fanno vomitare.
alex900 is offline  
Old 15th Apr 2017, 10:08
  #115 (permalink)  
 
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"Fortunatamente"......NON è un "accordo"...bensì un verbale di incontro che stabilisce di sottoporre a referendum le "proposte" aziendali ritenute non accettabili dalle OO.SS.

Ora mi auguro che TUTTI vadano ad esprimere la "propria opinione" al referendum preposto in quanto io continuo a ritenere che, nonostante le apparenze, il nostro peggior nemico......è proprio....il Pilota....
RaymundoNavarro is offline  
Old 15th Apr 2017, 10:12
  #116 (permalink)  
 
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la terra ci supera di un buon 70% quindi il referendum passa sicuro
bongo bongo is offline  
Old 15th Apr 2017, 10:15
  #117 (permalink)  
 
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Il referendum si profila solo come l'atto formale che servirà a salvare la purezza dei negoziatori, certificando il verbale e tramutandolo in accordo. Mia opinione personale.
joe falchetto 64 is offline  
Old 15th Apr 2017, 10:17
  #118 (permalink)  
 
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Originally Posted by bongo bongo View Post
la terra ci supera di un buon 70% quindi il referendum passa sicuro
Infatti il problema è proprio quello.
alex900 is offline  
Old 15th Apr 2017, 10:18
  #119 (permalink)  
 
Join Date: Apr 2012
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MAI Rinunciare a priori....se pensi che il PN è circa 5500 e la GND circa 6500...di questi....gli oltre 1000 che andranno a casa come si esprimeranno?
Il risultato NON è scontato come sembra, così come NON è scontato il "parere" di molti NOSTRI Colleghi......
RaymundoNavarro is offline  
Old 15th Apr 2017, 11:18
  #120 (permalink)  
 
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Originally Posted by RaymundoNavarro View Post
"Fortunatamente"......NON è un "accordo"...bensì un verbale di incontro che stabilisce di sottoporre a referendum le "proposte" aziendali ritenute non accettabili dalle OO.SS.

Ora mi auguro che TUTTI vadano ad esprimere la "propria opinione" al referendum preposto in quanto io continuo a ritenere che, nonostante le apparenze, il nostro peggior nemico......è proprio....il Pilota....
Ray, lo sai che non sono un disfattista, ma come successe nel 2008 anche in questo caso il Governo ha "calamente consigliato" che il referendum vada come è stato supposto, pegno un miliardo di euro.
Tutti abbiamo priorità diverse, non ultima quella di pagare il mutuo e mantenere la famiglia mentre si cercano condizioni migliori (e ce ne sono ... eccome). La realtà è che al referendum non ci si doveva arrivare, perché il problema non è il costo del lavoro, ma il fatto che chi ha causato questo sfacelo trattando AZ come un bacino clientelare negli ultimi 30 anni e che continua a trattarla come tale si inizi assumere le sue responsabilità come noi facciamo ogni giorno.
Le falene che scrivono riempiendosi la bocca di belle nozioni e di "vi avevo avvertiti"- ma che poi sono sempre lì nonostante i numeri - sono il frutto di questa visione miope, altro che er pomata.
EI-PAUL is offline  

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