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Old 27th Sep 2010, 13:46
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taita
 
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analisi critiche lezioni e magoni

Scritto e gia' proposto su questo forum di professionisti mesi fa' con commenti .... lasciamo perdere va'
ve lo ripropongo poi scatenatevi pure in valutazioni ed iposcrisie varie.

L’A.D. sullo strapuntino

Scritto da Fabio Consoli

E’ un fatto ormai noto che nella cabina di pilotaggio del Tupolev presidenziale polacco precipitato poco prima dell'atterraggio nelle foreste di Smolensk il 10 aprile di quest’anno non c’erano solo i piloti: la scatole nere hanno infatti registrato voci che non appartenevano ai piloti.
Si parla del capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica polacca se non, addirittura, del presidente polacco stesso. Ci vuole poco ad immaginare che cosa facessero lì: premevano sull’equipaggio perché atterrassero ad ogni costo a Smolensk… e infatti caro gli è costato.
Il 7 settembre 2005 un volo Ryanair si perse nell’area terminale di Roma, evitando di schiantarsi solo per un momento di lucidità del giovane ed inesperto copilota. Il comandante polacco aveva appena avuto un grave lutto in famiglia: egli si era recato ugualmente al lavoro, a suo dire, senza dire nulla ai suoi superiori, per la paura di perdere il posto.
La realtà è che ormai in ogni cockpit, seduto sullo strapuntino alle spalle dei piloti, viaggia anche l’Amministratore Delegato della compagnia alla quale appartiene il velivolo; è chiaro che la sua presenza non è reale ma con essa voglio simboleggiare la pressione che oggigiorno si “scarica” sull’equipaggio di un volo di linea: ormai tutte le decisioni che vengono prese nel cockpit non tengono solo conto della sicurezza del volo ma anche sui possibili riflessi che tali decisioni possono avere sull’equipaggio.
Un’avaria? Magari si riporta alla fine della giornata. Quanto carburante mettiamo? Il minimo necessario. Andiamo al di fuori dei limiti ministeriali per quanto riguarda l’impiego degli equipaggi? Acqua in bocca e si conclude la giornata come previsto.
Questa tremenda pressione può anche non essere reale, ma essa è sicuramente percepita come tale dagli equipaggi. Se a tutto ciò aggiungiamo che moltissimi degli equipaggi che operano in Italia oggi hanno un contratto a tempo determinato ecco che abbiamo veramente una “ricetta per disastri”. La paura di non vedersi rinnovare il contratto perché sei un comandante che “rompe” è ben presente in tutti i cockpit del mondo.
Di colpo mi viene in mente una cosa: e se il mio A.D. leggesse queste mie righe?
(7 giugno 2010)


cosa centra? be' se vi fate questa domanda allora siamo prorio messi male
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