juventus08
11th February 2009, 13:52
Amici e Colleghi/e, volevo fare un appello e condividere l'impressione sempre piu forte che se vogliamo lavorare dobbiamo farlo con imprese straniere anche sul territorio italiano, semprechè conosciamo la lingua nazionale della compagnia straniera. In barba all'unione europea, all'euro ecc ecc.. Lo sanno i nostri politici che un pilota italiano non trova lavoro in Germania Olanda Francia Portogallo e in misura minore Spagna ( è possibile che dimentico altri stati ), se non parla e scrive le rispettive lingue nazionali, nonostante l'inglese sia convenzionalmente riconosciuto come lingua aeronautica ufficiale?? Mentre giustamente, chiunque provenga da uno stato dell'unione, in Italia può trovare lavoro purchè in regola con i necessari requisiti professionali. Il LOW-COST è affare straniero. Si salva e si espande la Sicula Windjet, complimenti a loro. Come da ultimi sviluppi, a MXP il cargo oramai è affare straniero, ( LH e Cargolux ) mentre il commissario straordinario della vecchia AZ, imbavagliato dalla burocrazia, cerca di far lavorare un coraggioso imprenditore, ma al prezzo di enormi ritardi che favoriranno imprese non italiane e di conseguenza personale ( almeno i naviganti ) non italiani. La speranza è che anche il CHARTER non ritorni agli anni 70-80. Fervidi auguri a NEOS - LIVINGSTON - B PANORAMA - EUROFLY - AIR ITALY. Cari politici dove siete? Il mercato non si muove con i DL e il politichese. EasyJet 4 anni orsono non aveva nulla in Italia, ora a MXP dormono dai 12 ai 14 aerei mi pare, non conosco i numeri di Ryan. Per fortuna in questo caso vi lavorano molti naviganti italiani. Mi rifaccio a un comico di una, credo conosciuta, trasmissione televisiva: PECCCHE'?? Gabibbo e Jene dove siete?
mau mau
11th February 2009, 14:57
In Italia ormai è instaurato il morbo dell'autodistruzione. All'estero esiste un certo nazionalismo...e fanno bene. E' in Italia che si prende cani e porci a fare tutto, dall'immigrazione alla conquista dei nostri mercati, ora anche dei cieli. E noi glie lo lasciamo fare perchè l'Italiano è "buono"...per non dire altro...e perchè se lo facessimo noi saremmo dei "razzisti".
Ormai siamo stati additati allunaminità da tutti come terra di conquista da ogni dove.
Riu
11th February 2009, 17:10
nel 476 dc e' caduto l'impero romano d'occidente.. prima roma aveva gia' subito il "sacco" un paio di volte.. 410 dc alarico dei visigoti e 390 ac brenno dei galli senoni.
senza contare che l'italia fu fatta in tempi moderni.. prima c'erano austriaci, spagnoli francesi ma anche normanni arabi fenici greci.. oggi albanesi e rumeni. :*
kiorbis
11th February 2009, 17:29
grande riu.....approvo e sottoscrivo.....:D
mau mau
11th February 2009, 18:22
L'attuale panorama è incompleto....
mancano cinesi, marocchini, algerini, tunisini e tutti quelli che finiscono per "ini".... c'è solo una cosa che al plurale finisce per "ini" e che invece non aumenta mai. Inutile che vi dica cosa no? :}
FlyLowCost
11th February 2009, 18:23
Il problema è che in Italia gli imprenditori veri nel settore aereo non hanno mai investito, ma abbiamo sempre avuto imprenditori improvvisati e con pochi soldi e ancora meno idee che hanno fatto dei disastri.
Chi ha fatto i soldi con l'aviazione (vendendo una compagnia che aveva un volore reale) sono stati Leali, Gentile, Rattazzi e Isabella. Altre iniziative sono state in verità mezze "fregature" per gli acquirenti.
Dei 4 nominati sopra 3 sono ancora nel settore con ruoli di primo piano e risultati finanziari buoni (Neos di Rattazzi e Air italy di Gentile), mentre la nuova avventura cargo di Leali la vedo più dura alla luce degli ultimi eventi (arrivo in Italia di operazioni cargo di Cargolux e LH Cargo).