graziani
23rd April 2006, 00:16
:* :{
AirOne creerà una compagnia regional con equipaggi austriaci?
Roma, Italia - Il caso sollevato l'anno scorso da AVIONEWS
(WAPA) - Dopo il caso dei piloti stranieri assunti da AirOne, che lo scorso anno aveva sollevato dubbi per i problemi di sicurezza legati alla comprensione della lingua nell’eventualità di un’emergenza, in seguito al quale la compagnia aerea aveva garantito di avvalersi di equipaggi italiani, o stranieri che almeno avessero una buona conoscenza della nostra lingua, alcune fonti riferiscono che il vettore starebbe per creare una nuova linea regionale con equipaggi completamente austriaci provenienti dalla Styrian Spirit, attualmente in bancarotta. Si tratterebbe di 15-20 comandanti e altrettanti co-piloti, da impiegare su aeromobili da un centinaio di posti, che non conoscerebbero l’italiano e che, in caso di emergenza, non saprebbero comunicare con i passeggeri a bordo per impartire le necessarie istruzioni. Torna quindi a riproporsi prepotentemente il problema legato alla comprensibilità linguistica sul quale già a suo tempo -su sollecitazione di AVIONEWS- si pronunciarono:
il comandante Renzo Dentesano, investigatore di incidenti aeronautici, certificato dall’NTSB (National Transport Safety Board) Usa, il quale ritenne (e ritiene) vi fosse un’attenuazione delle differenze linguistiche grazie al ricorso all’inglese quale lingua ufficiale per le operazioni in cabina di pilotaggio, affermando però la possibilità di casi di retrogressione linguistica nell’eventualità di una emergenza. Secondo Adalberto Pellegrino dell’Ansv (Agenzia nazionale sicurezza volo) di problemi di comunicazione con equipaggi stranieri ne avrebbero risentito solo gli assistenti di volo, mentre l’Enac (Ente nazionale assistenza al volo) si dichiarava in attesa dei risultati di uno studio avviato dall’Icao (International Civil Aviation Organization) in materia di comunicazione linguistica. L’Enav (Ente nazionale assistenza volo) sottolineava invece come non vi fosse nessun fraintendimento nelle comunicazioni tra centro di controllo e cabina grazie all’uso standardizzato della lingua inglese (ma questo riguarda quelle terra-bordo-terra e non quelle cabina-assistenti o cabina-passeggeri). A suo tempo AVIONEWS ascoltò anche le dichiarazioni di un vettore nazionale, in questo caso Blue Panorama Airlines, il quale dichiarò, per superare il problema della retrogressione linguistica in caso di emergenza, di puntare su equipaggi italiani dotati di certificazione Trto (Type Rating Training Organisation; lo stesso vettore ricevette detta certificazione dall’Enac nella primavera del 2004).
"Nessun problema di comunicazione in quanto l’uso dell’inglese è previsto in maniera rigorosa", dichiarò ad AVIONEWS la stessa AirOne un anno fa, precisando come circa l’allora 81% dei piloti del vettore fosse di nazionalità italiana, e come lo stesso puntasse a sceglierli secondo criteri qualitativi assolutamente elevati e prescindendo comunque dalla nazionalità, sebbene questi dovessero essere cittadini dell’Unione europea.
Ben diverso però -se le voci fossero cofermate- sarebbe il caso di cui parliamo oggi, cioè quello riguardante una nascente compagnia regionale operante in Italia con personale di cabina interamente straniero.
Sulla vicenda dei piloti AirOne vedi anche AVIONEWS 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8. :( :\ :ouch: :\ :mad:
AirOne creerà una compagnia regional con equipaggi austriaci?
Roma, Italia - Il caso sollevato l'anno scorso da AVIONEWS
(WAPA) - Dopo il caso dei piloti stranieri assunti da AirOne, che lo scorso anno aveva sollevato dubbi per i problemi di sicurezza legati alla comprensione della lingua nell’eventualità di un’emergenza, in seguito al quale la compagnia aerea aveva garantito di avvalersi di equipaggi italiani, o stranieri che almeno avessero una buona conoscenza della nostra lingua, alcune fonti riferiscono che il vettore starebbe per creare una nuova linea regionale con equipaggi completamente austriaci provenienti dalla Styrian Spirit, attualmente in bancarotta. Si tratterebbe di 15-20 comandanti e altrettanti co-piloti, da impiegare su aeromobili da un centinaio di posti, che non conoscerebbero l’italiano e che, in caso di emergenza, non saprebbero comunicare con i passeggeri a bordo per impartire le necessarie istruzioni. Torna quindi a riproporsi prepotentemente il problema legato alla comprensibilità linguistica sul quale già a suo tempo -su sollecitazione di AVIONEWS- si pronunciarono:
il comandante Renzo Dentesano, investigatore di incidenti aeronautici, certificato dall’NTSB (National Transport Safety Board) Usa, il quale ritenne (e ritiene) vi fosse un’attenuazione delle differenze linguistiche grazie al ricorso all’inglese quale lingua ufficiale per le operazioni in cabina di pilotaggio, affermando però la possibilità di casi di retrogressione linguistica nell’eventualità di una emergenza. Secondo Adalberto Pellegrino dell’Ansv (Agenzia nazionale sicurezza volo) di problemi di comunicazione con equipaggi stranieri ne avrebbero risentito solo gli assistenti di volo, mentre l’Enac (Ente nazionale assistenza al volo) si dichiarava in attesa dei risultati di uno studio avviato dall’Icao (International Civil Aviation Organization) in materia di comunicazione linguistica. L’Enav (Ente nazionale assistenza volo) sottolineava invece come non vi fosse nessun fraintendimento nelle comunicazioni tra centro di controllo e cabina grazie all’uso standardizzato della lingua inglese (ma questo riguarda quelle terra-bordo-terra e non quelle cabina-assistenti o cabina-passeggeri). A suo tempo AVIONEWS ascoltò anche le dichiarazioni di un vettore nazionale, in questo caso Blue Panorama Airlines, il quale dichiarò, per superare il problema della retrogressione linguistica in caso di emergenza, di puntare su equipaggi italiani dotati di certificazione Trto (Type Rating Training Organisation; lo stesso vettore ricevette detta certificazione dall’Enac nella primavera del 2004).
"Nessun problema di comunicazione in quanto l’uso dell’inglese è previsto in maniera rigorosa", dichiarò ad AVIONEWS la stessa AirOne un anno fa, precisando come circa l’allora 81% dei piloti del vettore fosse di nazionalità italiana, e come lo stesso puntasse a sceglierli secondo criteri qualitativi assolutamente elevati e prescindendo comunque dalla nazionalità, sebbene questi dovessero essere cittadini dell’Unione europea.
Ben diverso però -se le voci fossero cofermate- sarebbe il caso di cui parliamo oggi, cioè quello riguardante una nascente compagnia regionale operante in Italia con personale di cabina interamente straniero.
Sulla vicenda dei piloti AirOne vedi anche AVIONEWS 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8. :( :\ :ouch: :\ :mad: