View Full Version : Italiani: popolo di poeti, santi e C@G#I@NI


onlybyplane
14th October 2005, 10:31
Piccola considerazione personale sul popolo italiano.

Come persone singole siamo in grado di affrontare tutte le difficoltà che ci si presentano..e di conquistare il mondo.

Mi riferisco a tutti gli scienziati che con il genio italico hanno fatto scoperte importanti; mi riferisco ai grandi pionieri della grande industria italiana che il loro "saper lavorare" sono riusciti a vendere in tutto il mondo.

Ma mi chiedo se come popolo abbiamo un poco di amor proprio per la nostra patria?

Capisco che dopo l'impero romano siamo sempre stati conquistati rimanendo sotto a tutti i popoli a cui veniva la voglia di fare shopping in Italia.

Ma dico io:
E' MAI POSSIBILE CHE ANCHE EASY JET ADESSO METTA BASE MXP?

A quando la prima base italiana a Londra?


meditate.



I-MXP
14th October 2005, 11:57
Io non mi sento cosi tanto c@<hidden>@<hidden> e frustrato come te

ricky-godf
14th October 2005, 12:10
Ti devo tristemente dare ragione, almeno in parte.
Seppure in Italia ci siano persone di tutto rispetto (e anche molte), la struttura sociale, economica e politica è ormai traballante e prima o poi crollerà....
...di chi è la colpa?
Credo che sia fuori dallo scopo di questo forum darne una risposta.

Per quanto riguarda l'apertura di una base italiana a Londra...possiamo scordarcela.
I "pilotoni" italiani non accetterebbero mai di fare gli stessi turni di quelli Easyjet o Ryanair, prendere gli stessi soldi, volare le stesse ore, "farsi lo stesso ****"...
..e di consegurenza una compagnia italiana non avrà mai le stesse capacità di una low-cost inglese, i sindacati, il governo, i dipendenti, etc etc non lo permetterebbero mai.
Quindi ci dobbiamo accontentare di pagare le tasse per mantenere la vecchia Alitalia, trovare un lavoro solo se raccomandati oppure andarcene a lavorare all'estero...che tradotto significa di base a MXP (Ezy), Pisa, Roma o Bergamo (Ryanair).

Johnwayne
14th October 2005, 14:10
Mah guarda amico del "soloaereo" una base in gb noi e le nostre Airlines mai la faremo,qui tutti badano solo alla propria sedia , al proprio stipendio e non si preoccupano di una categoria ormai spolpata fino all'osso.
Credo che stia avvenendo selezione naturale ossia vedremo tra un paio di anni quanti ancora faranno il più bel mestiere del mondo....perchè ragazzi la passione sarà tanta ma a Banca intesa non mi serve per pagare il mutuo....Per quel che riguarda te MXP non trovo giusto dare del frustrato a un tuo collega che esprime liberamente opinioni sul forum luogo libero dove poter dire ciò che si pensa.

In ogni caso in bocca al lupo a easy , nella speranza che faccia notare a qualcuno dei signori PADRONI italiani che le Low cost serie riescono a lavorare da un grande hub....e non solo da aeroporti minori...

Cordiali

darthfenner
14th October 2005, 14:47
hai ragione nelle compagnie minori quelle appena nate che cercano di far quadrare i conti a volte i limiti vengono bypassati con magheggi ...certo finchè enac non dice nulla?????

onlybyplane
14th October 2005, 15:03
Io non mi sento cosi tanto c@<hidden>@<hidden> e frustrato come te


MIO CARO MXP, spera che la tua bellissima compagnia alitalia duri finchè tu non vada in pensione, perchè se un giorno ti troverai a fare i conti con la realtà che c'è al di fuori del vs gruppo...rimpiangerai di avermi denigrato damdomi del frustrato!!! Forse quel giorno capirai che forse forse avevo ragione.

FoggyBottom
14th October 2005, 17:54
Peccato un topic interessante che viene squalificato dalle solite liti ad personam:ouch:

Comunque visto che è interessante dico la mia: ma quale è il problema se easy apre una base a mxp? Sarà un problema dei soliti noti proprietari/gestori delle varie blubanana, volareweb, myair, AP, ecc. e aggiungiamo anche mamma AZ.
Io pilota non disdegnerei di volare a mxp (ehi! è in Italia) con uno stipendio che non mi risulta sia tanto male (si dice molto meglio di quanto pagano le suddette compagnie italiche, se qualcuno ha i dati confermi o smentisca). Quanto allo sfruttamento dei poveri piloti, se seguono le regole inglesi (cosa di cui non dubito visto che mica li controlla ENAC...), allora beati loro, perchè rispetto alle regole italiane quelle GB garantiscono una qualità della vita decisamente migliore:p .

E poi ricordo un interessante intervista alla De Palacio, commissaria europea ai trasporti della scorsa presidenza; ella diceva che nel mercato europeo, analogamente a quanto avviene in USA, alla fine c'è posto per 3 o 4 compagnie di livello continentale e una serie più ampia di compagnie a livello regionale. Quindi ferme restando lufthansa, british e airfrance, rimane il posto forse per una quarta (klm? iberia?). Per il resto mi sa proprio che le nostre italiche compagini poco spazio avranno se non cambiano sistema e regole interne.

Concludendo: per noi dipendenti, in un contesto ormai europeizzato, se lo stipendio ci arriva dall'irlanda o dall'inghilterra, qual è il problema? E non tiriamo in ballo i danni all'economia nazionale, perchè i soldi guadagnati poi verrebbero spesi nel nostro bel paese; e di veri danni mi sa tanto che dovremo parlare ripensando ai decenni di gestione allegra di AZ ed ai decenni di compagnie furfantelle apparse e tramontate (e non) nei cieli dello stivale.:\

clearfortheoption
14th October 2005, 19:29
Dal sito della Easyjet:

"Ray Webster, easyJet Chief Executive commented at the press conference in Milan today:

"easyJet believes Italy has excellent opportunities for growth, as air travel is still dominated by inefficient state run airlines, who do not act in the interest of the consumer. "

CFTO

:cool:

iceman51
14th October 2005, 20:07
Facciamo due conti di easy a MXP. Con il prossimo summer schedule baseranno 3 macchine, cioè tra FD, CC e ground staff diciamo circa 100 posti di lavoro diretti "nuovi". Nuovi perchè easy porterà nuovo traffico, poco sarà rubato ai vettori legacy e quindi nuovo staff. Lavoratori che avranno uno stipendio in linea con gli standard internazionali, i rosters saranno sotto le regole UK, gli stipendi pagati on time, ecc. Non solo, ma cosa fanno 3 a/c a MXP? portano nuovi pax, turisti ed anche businessman, che significano più auto nei parcheggi, più caffè nei vari aerogrill e ristoranti della zona, più chewing-gum venduti nei vari shops, più panini, ecc. insomma tutto un "mondo" di nuove revenues attorno a MXP e quindi nuovi posti di lavoro indiretti che a loro volta causano altri posti di lavoro indotti. Lavoratori che necessiteranno di alloggi, andranno a fare la spesa all'esselunga, andranno nei bar, ecc. Ma quanti? Possiamo prevedere 1mio pax da parte di easy su base 12 mesi con 3 a/c a MXP e tutto questo dovrebbe generare minimo 600/700+ posti di lavoro che le nostre varie sedicenti compagnie aeree non sono mai riuscite a creare, AZ in primis :yuk:

Quindi welcome easy, welcome FR, and welcome to any serious player!
Quindi ferme restando lufthansa, british e airfrance, rimane il posto forse per una quarta (klm? iberia?).No, tre è il numero perfetto anche in qs caso ed i giochi sono già fatti.

Oggi è stata una giornata pessima e quindi per togliermi dal multitasking e dimenticare cervelli (piccoli) che non volevano saperne di ragionare, vi propino la mia vision al riguardo :rolleyes:

Attorno a BA orbiterà la risanata IB alla quale sarà dato il compito di presidiare le americhe centrali e meridionali, alleviare via MAD la pressione su LHR per un certo tipo di traffico proveniente dall'Europa continentale, scaricare su LHR da MAD e BCN tutto il traffico long haul diretto ad est ma non solo. Per il Middle e Far East BA ha tutte le partnersihps necessarie e verso il nord america non è da escludere una fusione con AA.

Attorno ad AF orbita già KL, il lungo raggio di AF è fortissimo come quello di KL e non c'è bisogno di altri partners ...se non per fare feederaggio su CDG e AMS. Indovinate chi potrebbe essere l'aerolinea nubile candidata (se sopravvive) basata in un paese "lungo" e senza un vettore dominante e senza un lungo raggio adeguato... :p

Attorno a LH orbitano SAS ed AUA, che dopo aver conquistato anche SR (o meglio quello che è rimasto di SR) sta ora blindando il suo mercato interno di 90 milioni di anime. Sull'Italia controlla con profitto EN, osservan con attenzione AP e se sara il caso, cioè ritenuto strategicamente ed economicamente conveniente, non è escluso che anche in Ap (Gufo preparati!) si inizi a parlare tedesco :E (l'amico Carlo Toto era sensibile ai vecchi marchi, non è detto che non lo sia anche verso gli euri made in Berlin...). Molto dipenderà dalla velocità con la quale si svilupperanno nel Bel Paese easy e FR, dalle caselle (mercati/aeroporti) che saranno okkupati. Vedremo, presto su qs schermi.

E le altre aerolinee italiche? Probabilmente tireranno a campare, occupando mercati di nicchia(non importa se non redditizi, poivedremo...), spremendo come dei limoni il personale ed usando al massimo l' arcinota fantasia italica. Speriamo che ce la c(hi)aviamo direbbero a Napoli ;)

Dimenticavo: ad AZ (sempre che continui a volare così come la conosciamo adesso) sarà concesso di fare qualche collegamento a lungo raggio Nord America, Pechino, Tokio e pochi altri altrimenti il nostro personale diplomatico come torna a casa ... (vi ricordate cosa successe con la soppressione del PEK :cool: )

Ed in Europa - ed in Italia possibilimente - la faranno da padrone FR ed easy, il modello hub & spoke è over al suo interno. In Germania le LCC locali manterrano le footholds che hanno/si stanno costruendo, in Francia le cose rimarrano + o - come adesso (tutto orbita attorno a Parigi, il TGV funziona benissimo e gli aeroporti periferici si relazioneranno direttamente con il resto dell'Europa grazie a FR ed easy. In Spagna il mercato domestico è controllato da IB, Spanair ed Air Europa e vedremo se easy vorrà correre l'avventura, mentre sull'internazionale la picture è ormai consolidata e non muterà più di tanto. In UK ed Irlanda la battaglia è ormai over, mentre nel nord Europa - tanto sono pochi - si sta consolidando. Nei nuovi paesi dell'UE saranno principalmente FR, easy ed anche LH a dominare; vi saranno forse dei vettori LCC locali, vedremo quanto resisteranno, magari ci sarà un giorno in cui si fidanzeranno con FR o easy o LH. In Italia ? Casino come al solito, un armata Brancaleone di vettori, FR che muove i primi passi, consolida il suo brand name anche nel mercato interno e pensa di sicuro a certi mercati etnici attualmente poco "esplorati" e/o magari "saccheggiati" da alcuni vettori nostrani. Vedremo, loro (FR) hanno però un gran problema: immettere in servizio un 73 ogni 15gg e metterlo in servizio nel posto dove rende di più, che non necessariamente è l'Italia, e dove possa fare il max di profitti. Not an easy job at all! You must be on 24/7/365. La nostra armata brancaleone avrà quindi tante più chances di sopravvivenza tanto più FR ed easy saranno "distratte" da altri mercati e dalla poca voglia che avranno di confrontarsi (e perdere tempo, cioè denaro) con le pastoie, gli aeroporti, la politica (certo anche quella, della serie "...senti opera da LIEA, ma per favore non toccarmi LIEO e LIEE ...fin che non lo dico io, come amava dire qualcuno in TV :E ), l'Enac, ecc. ...capite ammè! :)

Speriamo che la transazione verso il nuovo modello di business avvenga come è accaduto in UK, senza troppo sangue sparso. Ma lassù BA era fit ed anche i vettori charter hanno cambiato in fretta la loro business vision e ciò nonostante qualche "morto" c'è stato e qualcun altro probabilmente ci sarà. Da noi invece, aborti avvenuti esclusi, il morto c'è già ma crede di non esserlo e - più grave - anche i suoi parenti stretti (azionisti) non ci credono ancora e si affannano con accanimenti terapeutici vari.

Sperem che almeno il "popolo" aeronautico italiano possa conquistare i nostri cieli sotto altre bandiere (e senza vergognarsene!), perchè altrimenti lo faranno loro, con e senza almeno un membro del CC parlante italiano :ok:

rita
14th October 2005, 20:26
vi dico una cosa: io non sono una azionista e più aziende ci sono più possibilità ho di lavorare. Servire un padrone o l'altro poco importa, ormai pagano tutti in Euro. Pensiamola un po alla USA-way: nessuno pensa a compagnie nazionali... mi sbaglio?
Io ho mandato il CV e se mi prendono fano una donna felice. Sarei stata più contenta se m'avesse assunta Volare, Azzurra, Gandalf ma... è finito tutto in una cena dei soliti ignoti...
baci

poydras
14th October 2005, 20:38
Iceman,
te dovevi fa' er giornalista.bravo comunque !! hai la situazione europea in pugno.

grazie per le tue riflessioni.

saluti


Ps mi piace la parola: "pastoia". E' caratteristica nostra. Deriva forse da pastetta, pasticcio, pasta, pastone. bravo!!!!
;)

iceman51
14th October 2005, 21:01
te dovevi fa' er giornalista non mi trovo molto a mio agio con qs categoria (concordo in genere con quanto scritto in un altro topic), anzi a volte mi danno proprio sui nervi ...:} , ma fanno parte del gioco ed a volte me li devo pure sopportare, con il loro "Ordine", ecc. :*

P.S. Rita hai fatto bene a mandare il CV, siamo in eurolandia non è vero ? good luck, I love you dear :ok:

Johnwayne
14th October 2005, 21:57
Riallacciandomi spero che una Easyjet riesca a dar fastidio e a far svegliare chi non vuole investire nel trasporto pubblico , inteso come mezzo per spostarsi nel mondo.Purtroppo in italia si assiste solo a imprenditori che utilizzano le compagnie aeree(sempre in passivo) per coprire gli utili di loro altre attività....
Assistiamo allo sperpero dei nostri quattrini(tasse) a favore di imprenditori che lottano per appalti statali dove possono fare quel che vogliono , dove si possono permetter di dare buoni pasti nei ristoranti 4 stelle,dove si possono permetter di tener equipaggi nei residence di porto rotondo o cervo che sia....con tutto il rispetto per la loro professionalità e opera indispensabile....questa è la situazione , ottenere slot e non adoperarli,ottenere charter e operar con pochi aerei e magari mal ridotti con ritardi assurdi....e secondo voi questo si chiama trasporto pubblico passeggeri?...secondo me NO....spero che l' avvento delle linee starniere faccia risollevare un pò di orgoglio e di voglia di fare altrimenti dovremo abituarci a veder aerei arancioni o blu gialli e bianchi con scritte già apparse del tipo : arrivederci Alitalia...


Cordiali

tarjet fixated
15th October 2005, 05:36
Venite stranieri, venite ad insegnarci come si lavora ed a dimostrare agli italiani che il trasporto aereo può essere una cosa seria,professionale ed anche sana e prospera...ma fate in fretta prima che i poveri italiani preferiscano il treno!

P.S. ragazzi ma ci pensate?L'europa crea occasioni fantastiche: lavorare in Italia con disciplinare UK...nulla da spartire con lo schifo organizzativo e normativo di ENAC...niente ENGA nè fondo volo....ma vi rendete conto che esiste un'alternativa???!!!
The future is bright....

Gufo
17th October 2005, 00:49
non è escluso che anche in Ap (Gufo preparati!) si inizi a parlare tedesco

Ahh.. Non c'è problema, già feci qualche anno di tedesco con ZdF finale ;)

Il Gufo è pronto e con le cinture allacciate!!

iceman51
17th October 2005, 12:00
Gufo:

dann, herzlich willkommen und ich wünsche Ihnen viel Spaß beim LH!

Gufo
1st December 2005, 18:20
Ja ja, ich weiß nicht, was ist los mit LH; aber ich bin immer für Spaß bereit! Und keine Böse dazu, wenn die Flugbegleiterinnen helle Haaren tragen sollten. Ich würde gern dazu arbeiten :)

LudwigVonDrake
4th December 2005, 17:17
Buongiorno a tutti! (questo è il mio primo post!)

Venite stranieri, venite ad insegnarci come si lavora ed a dimostrare agli italiani che il trasporto aereo può essere una cosa seria,professionale ed anche sana e prospera...ma fate in fretta prima che i poveri italiani preferiscano il treno!

Presumo che quest’ affermazione vada presa per tale e non in senso ironico. Se così non fosse, tarjet fammelo sapere,vuol dire che non ho capito un tubo e posso andare a scavarmi una fossa (almeno virtuale).

Tanto per parlare di un aspetto non del tutto insignificante della professionalità, vorrei spendere due parole sul tema “cultura della sicurezza”.

Io vivo in Germania da un sacco di tempo e credo di poter dire che da queste parti la „cultura della sicurezza“ è decisamente superiore al quella dell’ Italia. Non solo in campo aeronautico. Penso che questa affermazione, se presa nel suo significato generale (errori ne fanno tutti) possa essere condivisa.

E ora una storiella, la storiella di uno che tanti anni fa “ci ha provato (ad entrare in linea) e gli è andata buca”, così che, dopo qualche anno da “bandito dell’ aria” (cito da un qualche thread di pprune, l’ espressione mi era piaciuta), ha deciso di prendere un’ altra strada, ma è rimasto sempre “vicino” al mondo dell’ aviazione civile.

Quando, oltre trent’ anni fa ero „allievo pilota di 1 grado“ (eh, i mitici tre gradi, la fonia, l’ IFR e l’ Ufficiale di Rotta di 2. classe, magari qualcuno di voi se li ricorda), e anche dopo, diversi miei istruttori erano ex-sottufficiali dell AM (tutti rigorosamente chiamati dagli allievi „comandante“): gente che insegnava che “l’ aereo uno deve sentirselo come una seconda pelle“ e che volavano a pelo dell’ acqua con l’ allievo dicendogli „questo è il vero volare“. Alcuni (molti) allievi si divertivano e poi raccontavano le prodezze del „manico“ (allora si diceva così, ora non so). Altri (pochi, tra i quali io) dovevano fare sforzi sovrumani per impedire la dilatazione del muscolo sfintere durante queste performances.

Alla stessa epoca gli insegnanti delle scuole di volo da me conosciuti in Germania (che - sia detto per inciso - nessuno si sarebbe mai sognato di chiamare „Kapitaen“) insegnavano a volare sulla base dei manuali operativi dei velivoli e analoghe sciocchezzuole.

Nel frattempo molta acqua è passata sotto i ponti e anche in Italia le cose sono cambiate (per l’ esperienza indiretta che mi posso fare).

Resta il fatto che in campo aeronautico (e forse anche in altri) di strada da fare (ovvero “cose da cambiare”) ce ne sia ancora molta. E se gli stranieri (alcuni di essi almeno, quelli che sono portatori di una tale cultura e speriamo che siano i più) possono contribuire a questo processo, non ci vedo niente di male. Che poi il motivo principale che li induce a lavorare in Italia non sia un filantropico transfer culturale, ma una più prosaica questione di palanche mi è peraltro chiaro, ma il mio è un discorso di “forma mentis” in generale, non di bieco interesse privato). Chiaro che per chi è giovane aspirante pilota di linea vedersi scavalcato da stranieri non è piacevole. Comprensibile. Ma – come detto - quanto sopra vuole avere solo valore in generale.

Mi accorgo di essere stato un bel po’ lungo e ripetitivo, ma, almeno nel primo post (se non mi manderete subito all’ inferno magari ne scriverò qualcun altro....), ho cercato di rendere onore a quel rompiballe pedante dal quale ho preso in prestito il nick.....

Saluti and always happy landings

LvD


A scanso di equivoci: io non ho nulla contro l’ AM e tantomeno contro i suoi sottufficiali. Ho riportato solo la mia esperienza. Allora era un po' così e le tradizioni sono dure a morire. E se per ucciderle e seppellirle (almeno quelle negative) degli “stranieri” possono contribuire...

roybatty
4th December 2005, 20:56
Caro Ludovico
te ne rimbalzo una io, di storia di sottufficiali dell'Aeronautica Militare. Stiamo parlando degli anni 60, correggimi se sbaglio, e i signori erano l'ultima generazione di una specie che negli anni precedenti aveva dato molto più di quanto non avesse ricevuto. Il titolo di "Comandante" non si rifiuta a nessuno: come quello del "dottore" in un parcheggio abusivo. D'altronde il "Kapitaen" tu lo chiamavi "Herr", mentre mai ti saresti sognato di dare del "Signore" ad un istruttore d'aeroclub che pagavi qualche spicciolo e che veniva da una forza armata sconfitta. Prova a pensare alla differenza di trattamento riservata ai reduci della Luftwaffe in Germania e al trattamento dei combattenti Italiani in quegli anni. Gli aeroclub, a quei tempi, erano club, e sicuramente non scuole di volo professionali, dove la gente andava per il piacere di volare, non per illudersi di imparare un mestiere come oggi. Prova oggi, a scendere in un qualsiasi aeroclub e vedrai che ambientini: prima di passare in linea di volo ti fanno strisciare il bancomat altro che manici... ma ancora: quella maniera artigianale di far volare produceva velivoli e motori fatti in Italia, che ancora oggi sono sognati; contributi economici sostanziosi agli allievi che superavano gli esami in tempi accettabili; oggi per far prendere un brevetto a tuo figlio è meglio che lo tieni in Germania: spendi di meno. I sottufficiali entrati in Aeronautica a diciassette anni, a diciotto volavano sul Mustang o se preferisci sul Bf109, e venivano prestati dalla stessa AMI agli aeroclub, cui cedevano gratis anche i velivoli scuola di surplus, G46, M416, MB 308, L5, che oggi farebbero venire il mal di testa a tutti i presidenti e gli ispettori di Enac, al solo pensiero di metterli in moto! Il fatto di essere all'aeroclub gli permetteva magari di integrare un salario alla fine della ferma, prima di andare all'Alitalia che era prontissima ad assorbirli in una pianificazione che allora vagamente esisteva. Se goliardicamente affermavano quello che hai dichiarato sulla seconda pelle era perchè la loro prima, spesso, l'avevano consumata assieme al sudore ed al sangue. D'altronde non potevano insegnarti derivate ed integrali o meccanica del volo: non la conoscevano, avevano il titolo di studio di terza media, ma sicuramente sapevano insegnare a fare una virata, molti di loro erano tornati con un trimotore, fatto col ferro delle cancellate divelte dai muri, dall'altra parte dell'oceano; spesso sapevano anche a giudicare l'allievo, sia come pilota che, qualche volta come uomo, anche per gli sforzi sovrumani che facevano per impedire la dilatazione del muscolo sfintere. A loro di creare professionisti non gliene poteva fregare di meno ( a quei tempi non c'erano!). Questo è l'altro lato della moneta che hai gettato sul tavolo. Ne ho conosciuti pochi, alcuni sono soppravissuti al disfacimento dell'aviazione in Italia, ma di fronte a loro mi alzo ancora in piedi, e non li gratifico col titolo di comandante, si metterebbero forse a ridere, ma con quello di piloti si, rispettosamente. Per uccidere e seppellire delle tradizioni come quelle che ti ho descritto non serve il contributo di "stranieri": sono efficacissimi degli italiani.

LudwigVonDrake
4th December 2005, 21:44
Ciao roybatty,

mi dispiace che il mio primo post sia stato interpretato in tal modo. Non era mia intenzione in nessun modo di sminuire il valore degli ex sottufficiali dell’ AM i cui meriti sono fuori discussione.

Fatto è che come insegnanti (se pedagogia/didattica/psicologia non erano il loro forte non era certo colpa loro) non erano un granché: questo volevo dire e mi pare che su questo punto sei d’ accordo anche tu.

Quella degli ex sottufficiali piloti istruttori voleva essere semplicemente una delle tante metafore possibili per descrivere un quadro d’ insieme.

Se poi, a causa forse di un linguaggio un po’ colorito, il messaggio è recepibile anche in un altro senso, posso assicurarti che tale non era la mia intenzione.

Spero di aver chiarito il mio punto di vista

Buona serata a te e a tutti gli ex sottufficiali piloti di quel tempo ai quali auguro sinceramente ogni bene.

LvD

FoggyBottom
5th December 2005, 14:47
I-FORD, io ho fatto la strada alternativa, cioè via AM, ma le tue considerazioni mi trovano assolutamente concorde. Ti posso assicurare che anche in AM in passato (recente, non quello remoto degli anni 60-70..) la situazione era simile a quella descritta per AZ: una parte operativa che (a parte i mezzi, non tutti all'altezza) non aveva nulla da invidiare ai colleghi stranieri, con i quali si operava spessissimo congiuntamente ed una parte "strutturale" e di direzione afflitta dai mali che citiamo sempre parlando dell' italian way of life:ugh: .

Questa situazione l'ho poi trovata (con le dovute differenze specifiche) nelle compagnie aeree per le quali ho avuto il piacere di volare. Rimedi? Soluzioni? Se ne parla sempre, molto anche in questi threads, ma aria di vero cambiamento molto poca direi:{

Forse ha proprio ragione Iceman51: speriamo nell'Europa ed in un mercato veramente libero ed aperto. Che spazzi via non l'Italia, ma l'italietta......:E :ok:

iceman51
6th December 2005, 10:35
la situazione era simile a quella descritta per AZ: una parte operativa che (a parte i mezzi, non tutti all'altezza) non aveva nulla da invidiare ai colleghi stranieri, con i quali si operava spessissimo congiuntamente ed una parte "strutturale" e di direzione afflitta dai mali che citiamo sempre parlando dell' italian way of life Non è solo italian way of life , le mie esperienze suggeriscono che qs, ed altri, sono problematiche comuni worldwide. Il problema è il livello percentuale con cui qs mali affliggono le aziende. E' una malattia, un virus insito in tutte le organizzazioni, le imprese fatte da un numero di dipendenti dispari e non superiore a due :p !

La situazione poi peggiora, come nel caso italico, dove la malattia ha profonde radici ed è interlacciata all'interno di ogni singolo sistema produttivo, organizzativo, ecc. Se osserviamo le aziende del Bel Paese, purtroppo, vediamo che quelle in questa situazione sono molto numerose e nei settori più disparati, purtroppo. Una vera e propria pandemia mi azzarderei ad affermare e chi ne fa le spese in ultima analisi è il sistema Paese, i consumatori, i lavoratori, ecc. :{

Speriamo che i mercati sempre più aperti siano una buona medicina :ok:

LudwigVonDrake
6th December 2005, 13:21
In effetti, dopo il non felice esordio in pprune (ohibò, chi l’ avrebbe mai detto che il ricorso ad una iperbole - figura retorica poi non tanto rara – fosse preso tanto sul serio….), avevo pensato di piantarla, ma la discussione sta diventando interessante, o quanto meno va nella direzione che mi immaginavo al momento del primo post, e allora Ludwig vi affliggerà ancora un po’.
Dal post di Iceman mi pare (posso anche sbagliarmi) che traspaia una certa dicotomia tra le aziende/l’infrastruttura e il ”sistema Paese” (cittadini/lavoratori). A me sembra che non si tratti di due realtà “contrapposte” o quanto meno “diverse”. In altre parole: le aziende sono condotte da cittadini italiani, la politica è fatta da italiani, i lavoratori sono italiani.
Nei Paesi a nord delle Alpi c’è una diversa concezione di approccio e risoluzione dei problemi. E’ una questione di mentalità.
Non si tratta di chi è migliore o di chi è peggiore, si tratta di differenze. Tanto per fare un esempio (il primo che mi viene in mente): così come la moda italiana ha dato un notevole contributo all’ estetica dell’ abbigliamento in Germania (in particolare delle signore), mi sembra condivisibile il fatto che a in altri campi gli italiani possano imparare. Non ci vedo nulla di male.
Che poi in altre parti del mondo, in altre realtà alcune “cose” siano ancora peggio (mi riferisco per esempio ai paragoni citati da I Ford) è altrettanto indiscutibile.
Ma proprio in un’ ottica di desiderio di miglioramento, ecco che la presenza di professionisti stranieri in un campo (l’ aviazione) dove l’ Italia (parlo in generale, non è questione di chi sia il migliore pilota, se l’ italiano, il tedesco, il norvegese o il tibetano) ha da imparare, può (e scrivo “può”) essere un arricchimento.
Lo stesso vale naturalmente in senso inverso, in altri campi o magari anche nello stesso.
Non è questione di esterofilia o di denigrare il proprio Paese. Si tratta solo del fatto che in alcuni campi si può essere maestri e in altri allievi. L’ accettazione di questo principio non mi pare sminuente per nessuno: è semplicemente un atteggiamento pragmatico di fronte alla realtà, insomma una questione (e mi si perdoni il termine tedesco, ma non me ne viene in mente un altro al momento) di “Weltanschauung”.
Saluti!
LvD

FoggyBottom
6th December 2005, 16:51
L'analisi di LudwigVonDrake (continua a scrivere, l'iperbole da te usata nel primo post era chiara per chi la voleva/poteva capire:O) mi pare esatta e ciò che dice Iceman, come sempre chiaro, preciso e profondo, è una fotografia impietosa della situazione.
Io aggiungo che purtroppo (e spero di non andare fuori topic!!:( )
la distonia tra la "gente" e chi "dirige", in ogni campo rende molto difficile ciò che i nostri concittadini europei (in genere, ma magari non sempre) possono fare: cioè condizionare in maniera virtuosa dal basso il modo di agire di chi si pone in una posizione di indirizzo (politici, imprenditori, giornalisti, ecc.). Esempi ne possiamo fare a bizzeffe: politici bocciati innumerevoli volte alle elezioni o che hanno dato prova di incapacità amministrativa che sono sempre in sella (nelle altre nazioni di solito i trombati si ritirano a vita privata...:ugh: ); imprenditori falliti e rifalliti che ottengono sempre credito dalle banche e dal sistema politico per avviare nuove avventure (loro cadono sempre in piedi, i dipendenti sempre a spasso....:{ ); giornali che sono solo veline e portavoce dei vari potentati (ormai è rimasta solo Striscia la notizia che fa vero giornalismo d'inchiesta :} ). Insomma, non è che mi pianga addosso come qualcuno dice noi italiami siamo adusi, ma è che anche se ci metto del mio non vedo alcuna leva realmente utile da spingere per cambiare qualcosa dall'interno. Allora: viva l'Europa:ok: !!

Casasand
7th December 2005, 00:15
Due compagnie fallite alle spalle ,corsi " truffa" Atpl che poi Jar non erano ed altri corsi per sanare la truffa , a pagamento naturalmente, e molto altro. Questa è la mia esperienza . Cosa dire .... ha ragione chi sostiene che le poche compagnie aeree che nascono in Italia spesso servano solo a riciclare o spostare denaro all'estero, l'Enac assume spesso un comportamento a dir poco mafioso e non tutela i piloti anzi spesso è dalla parte di chi li sfrutta. E io dovrei preoccuparmi di RyanAir o EasyJet che mettono radici in Italia?

aswind
7th December 2005, 01:14
cari colleghi...

io non so in passato ma oggi la situazione è molto grigia... e non parlo solo di alitalia.... qui in italia ciò che funziona veramente male è l'enac... l'enac dovrebbe essere un riferimento di base per tutto il comparto.... e invece è tutto un casino... manco l'enac in certi casi sa che fare (pensate soltanto al famoso e triste discorso dei certificati medici).

per quanto riguarda easyjet e ryanair... beh, che dire... benvengano.... se non altro vanno meglio di tante realtà italiane che invece di volare stanno ad affondare... giù... sempre più giù...

aswind

FoggyBottom
7th December 2005, 12:14
Le compagnie straniere che operano ed opereranno in Italia, avendo ancora meno vincoli, cercheranno di non avere neanche un italiano (almeno nel senso della cittadinanza-residenza fiscale), gli escamotages non mancano, vedasi Air Alps e l'esame di tedesco. Forse non è proprio così, eviteranno di avere sedi amministrative distaccate in Italia. I piloti italiani saranno assunti per esempio in Irlanda, con contratto amministrativamente appoggiato, sempre per esempio, all'Isola di Man.
A questo proposito se qualche connazionale si riconosce in questo esempio, potrà darci qualche ragguaglio in più. Io sono un po' scarso per le questioni amministrative (ma l'esempio non me lo sono sognato.....:E )

FoggyBottom
7th December 2005, 17:51
No, guarda I-FORD che è tutto perfettamente legale. Puoi consultare il sito dell'INPS. Tu lavori nell'EU, paghi i contributi nel paese dove lavori e quando torni in Italia ritrasferisci tutta la tua posizione contributiva/pensionistica nel Bel Paese. Questo è valido per tutti i cittadini EU. Addirittura è possibile fare la stessa operazione per altri paesi con i quali vigono accordi bilaterali o con paesi dove non vi sono accordi (in quest'ultimo caso è un po' più complesso, ma fattibile).
Tu invece ti riferisci ai furbetti, che magari baby-pensionati dalle nostre gloriose compagnie aeree (di bandiera e non) percepiscono il loro bell'assegno dal fondo volo e poi di nascosto volano in giro per il mondo incassando un'altra fetta di torta. Per questi ultimi il tuo discorso è corretto e di sicuro non li trovi in casa di ROL (che sarà uno squalone ma è ben accorto a stare nei binari della legalità:p ).
Per gli italiani in regola invece non mi risulta vi sia nessun impedimento o pregiudizio, infatti proprio da ROL, easy, ecc. trovi un ambiente veramente multinazionale, dove mi risulta vi sia una giusta dose di italiani:D .

SNAM
13th December 2005, 21:10
Lavoratori che avranno uno stipendio in linea con gli standard internazionali, i rosters saranno sotto le regole UK, gli stipendi pagati on time, ecc.


Ciao iceman51, posso dirti senza alcun dubbio, e senza problemi, che "gli stipendi pagati on time" - anche nelle compagnie aeree in UK - non avvengono così puntualmente come si potrebbe pensare (lo dico per esperienza personale)... E i roster vengono sballati a piacimento fregandosene degli accordi, molto spesso, quindi... Tutto mondo e' paese e, per dirne un'altra, in Ryanair c'è stato un esodo non da poco (70 e piu' piloti, tra F/Os e CPT)) l'estate scorsa quando BA e Virgin iniziarono le selezioni e il reclutamento... Quindi, raga', non e' sempre oro (l'estero) cio' che luccica, ricordiamocelo!

iceman51
14th December 2005, 10:01
... "gli stipendi pagati on time" - anche nelle compagnie aeree in UK - non avvengono così puntualmente come si potrebbe pensare ... verissimo, sono stato impreciso. Avrei dovuto aggiungere "...nella maggior parte dei casi". Gli squali esistono anche all'estero, è una razza a diffusione mondiale, solamente che nel Bel Paese è una razza a grandissima diffusione, non in via di estinzione e i fatti di cui sopra sono in misura percentuale molti di più e poi noi abbiamo anche molti squali recidivi ai quali è permesso di continuare a volare :E

Sull'esodo dei piloti da FR direi - per quanto a me noto - che può essere ritenuto fisiologico per una società di quelle dimensioni ed un mercato non ingessato come quello UK.

Con riferimento ai rosters, come correttamente dici tu, tutto il mondo è paese. Anche in qs caso però sono i livelli percentuali che fanno la differenza.

L'oro, quello vero non c'è da nessuna parte! Watch always out :ok:

SNAM
14th December 2005, 11:22
Secondo me c'è da ricordarsi che il tutto nasce, purtroppo, dalla profonda differenza che esiste tra le varie culture... Gli anglosassoni ad esempio "premiano" chiunque, se meritato... Anche se arrivano dall'altra parte del Globo.
In Italia invece, diciamolo chiaramente, la "meritocrazia" esiste ma "solo" dopo essere stati presentati da "qualcuno"...
Mi ricordo ancora quando ero in un bar, all'aeroporto di Fiumicino - ecco uno stupido esempio che descrivo qui di seguito, am che forse rende bene l'idea - e, c'erano due comandanti (AZA) che stavano sorseggiando i loro rispettivi cappuccini e uno dei due dice al secondo: "io ho mio figlio che ha appena fatto le varie schede" ... (ai tempi l'MCC erano delle schede e l'ENAC si chiamava CIVILAVIA ... lo ricordo perchè mi viene il sorriso ricordandomi della 'vecchia' sede vicino all' "Archivio Di Stato" in zona EUR a Roma, e le code per poter parlare con i vari funzionari) ... e lui (il figlio) vorrebbe fare il pilota di linea con noi, pero' io non ne sono tanto convinto e forse nemmeno lui sai, e' giovane dopo tutto e ha anche dei piccoli problemi con la visita medica... tu conosci qualcuno?" ... Risposta: "certo, ammazzalo, dammi i suoi dati che lo faccio passare io al simulatore, e per la visita mio cugino conosce Tizio e quindi...non ti preoccupare, e' tutto sotto controllo..." .

Mi ricordo tutti questi dettagli perchè io ero proprio li', dietro questi due personaggi, e la cosa mi rimase molto impressa e potrete anche ben capirlo, in quanto io ero alle mie prime armi con il mio PPL etc...

P.S. Nulla di strano, perche' anche all'estero succedono queste cose, pero' qui, a volte, da noi, si esagera... No?:*