UNA VERA BARZELLETTA
Ciao bellissimo amico mio JQKA,
per il fatto che tu abbia dimenticato un pò di italiano me ne rendo conto, dato che io non ho detto che un'emergenza si risolva parlando altre lingue, però siccome tu sei sicuramente uno di quelli che sa bene come si vola e come ci si comporta nelle emergenze, mi chiedo se sei mai capitato sui cieli ad esempio spagnoli dove gli chiedi se puoi scendere per turbulence e ti rispondono "no ride reports".
Hai idea cosa significhi spiegare ai controllori spagnoli medi cosa sia un problema al motore, richiedi priorità, POSITIVE RADAR VECTORS...?
Risposta: Conviene conoscere un pò di spagnolo.
A cosa serve questo discorso? Non a dire che con le lingue si risolvano le emergenze, bensì che quei ragazzi tanto criticati forse potrebbero essere più protagonisti di quanto si immagini. E allora cosa converrebbe? Addestrarli bene, dargli più possibilità di utilizzare i simulatori e praticare le situazioni di emergenza, fare più line checks e più voli in addestramento con comandanti istruttori.
Questo e le loro ricchezze culturali, la loro apertura di mente e la loro dinamicità sicuramente sarebbe da valutare invece che da screditare.
RIPETO, con questo non sto dicendo che sia giusto il pay to fly, è un sistema zoppicante che andrebbe abbattuto e le compagnie avide di soldi dovrebbero riniziare ad investire sui piloti, senza i quali in realtà la compagnia non avrebbe ragione di esistere.
Sempre al mio amico JQKA rispondo che non serve avere 60 anni per sedersi su un aereo ed essere un pilota che sappia affrontare le emergenze: serve studio, pratica, e SANGUE FREDDO. Anche un bambino potrebbe imparare a memoria una checklist, ma gestire un'emergenza richiede sapere di cosa tratta quell'emergenza (studio), sapere come risponde l'aereo e quali sono le priorità da dare (pratica = simulatori e chair flying) e SANGUE FREDDO per non andare nel panico o in fibrillazione ed iniziare a schlerare.
Questo è un fatto, e io non posso accettare che nessuno si permetta di giudicare una persona solo ed esclusivamente per le ore di volo scritte su un libretto.
Esistono i colloqui, e allora che le compagnie ne approfittino per assumere solo le persone che vogliono e che sanno gestire queste emergenze.
Un 25enne con 1'000h potrebbe gestirla meglio di un 40enne con 25'000h solo perchè magari uno ha sangue freddo e l'altro va nel panico.
Ma il problema del nostro paese è che ai colloqui vengono assunti solo i raccomandati, non i bravi ma i figli di papà.
Per cui io volo alitalia e so che a portarmi a casa non c'è un bravo pilota, bensì uno il cui papà ha fatto un gran favore al nipote del dirigente, e allora quando si è liberato un posto da pilota lui l'ha preso.
Poi questo ha volato per una vita in CAVOK e senza grandi problemi, e si presenta in giro con 10'000h di volo ma senza la benchè minima idea di cosa succeda se si spegne un motore a 38'000ft.
Nel frattempo il povero pay to fly sta a casa sui libri a cercare di immaginarsi cosa accadrebbe se accadesse questo o quello...
Chi è il bravo pilota, amico JQKA? Quello con 10'000h? Secondo il tuo ragionamento scarso di argomentazioni e qualunquista, si. Parli da vecchio veterano come se tutti dovessimo fidarci di te perchè tu ne sai qualcosa... E invece mi sembra di parlare con un pilota leggermente tendente all'ottusità, che giudica una persona da quante cifre ha il numero delle sue ore di volo e non dalla persona che è.
Il **** sull'aereo forse sei stato tu il primo a mettercelo per un leggero colpo di fortuna(o per un bel'assegno versato), che sempre dall'alto della tua veteranità è ormai entrato nelle storie popolari del tuo paesello come una vera e propria leggenda su un'impresa di guerra, un posto sudato e travagliato.
Ma io ho invece paura di quelli come te, che fanno un sorriso sotto i baffi, fanno un respiro come per prendere tempo per organizzare le idee dentro di loro e poi se ne escono con le seguenti parole magiche:
"Voglio vedere un ragazzo saltato dal Cpl ad un JET solo con l'esperienza che dici tu durane una real emergency...è questa l'esperienza che conta, SVEGLIA."
Io sono sveglio, quello che dorme forse sei tu, quello che invece di insegnare ai ragazzi interessati e con tanta voglia di imparare, sta lì a passare ore parlando dell'hostess più carina a bordo, della direttrice di terra che ti ha fatto l'occhiolino e della pasta un pò scotta che ti hanno servito a bordo.
Quando voi eravate giovani i vostri insegnanti erano i vostri comandanti, che dopo un volo vi portavano a prendere una birra e vi regalavano tantissime perle preziose sulle loro esperienze in volo.
Ora, i comandanti, invece di regalare queste stesse perle ai nuovi, se ne corrono a casa a lucidarsi la ferrarina parcheggiata in garage e comprata con i soldi dei P2F.
Si dimenticano che dietro un numerello ci sono persone sempre diverse, con cui interagire in maniera diversa e con caratteristiche ognuno diverse, da sfruttare e far fruttificare.
Questo CRM tanto nominato in aviazione passa anche per questo, e ripeto, un pilota che si nasconde dietro 4/5 cifre numeriche scritte su un libretto mi sembra un pò limitato, senza voglia di valorizzare i suoi colleghi in quanto PERSONE e non NUMERI, forse un pò troppo attaccato agli stereotipi.
BASTA con queste puttanate, il futuro sono i nuovi entrati, e che vi piaccia o meno, che siano 250 o 500 le ore scritte sui loro libretti, INSEGNATE e passate le nozioni ai vostri giovani colleghi. Non siate avidi, un giorno saranno loro a trasportarvi in vacanza e a riportarvi a casa. Meglio che sappiano bene, no?
Per rispondere a quelli che hanno criticato una compagnia sola io ribatto che questo blog parla di un sistema malato, e prendersela con una compagnia di cui l'altro mio grande amico Breakethesilence ha fatto il nome in prima riga mi sembra davvero limitativo in quanto a completezza di informazioni.
Questi atteggiamenti mi fanno pensare a qualche povero deluso che ha bisogno di scaricare le sue sfortune su un nome piuttosto che un altro.
Se apri un blog per una buona causa, non fare un nome, fanne un pò di più, almeno la cosa sembra più credibile, così sembra che stai nascondendo dietro belle parole una ripicca personale. Tu così come Batmanandrobin1.
E sempre per quelli di voi che dicono che la professionalità si trovi all'estero, io che all'estero ci vivo da anni vi dico che l'unica differenza tra noi e gli altri è che tutti si aiutano e proteggono tra di loro, noi invece cerchiamo di farci fuori l'uno con l'altro. Eh si, perchè noi, popolo di LAVORATORI, preferiamo far fuori la concorrenza e lavorare da soli.. Siamo i migliori perchè...beh, siamo gli unici..
Facile no?
Bisognerebbe mettersi tutti in testa che i francesi, antipatici che vi staranno, hanno molto da insegnarci. Le loro grandi e piccole aziende funzionano anche perchè, nazionalisti come sono, se un loro connazionale vede che un'azienda francese sta facendo qualcosa che non lo convince gli scrive una bella lettera e gli dà dei consigli su come migliorare, con idee e proposte pratiche.
Noi invece, che siamo più furbi, ci sputtaniamo l'un l'altro e continuiamo ad essere la barzelletta del mondo.
Io mi chiedo, quanti di voi che hanno parlato male di questa LineTraining.net si sono veramente messi in contatto con loro per dargli consigli su cosa cambiare/migliorare?
Noi siamo bravi a mettere le cose sottosopra, a rendere le situazioni così incasinate che nessuno ci capisce più nulla, e poi nel panico più totale cerchiamo di metterlo nel c**o a tutti gli altri..
Facciamoci delle domande e le risposte diamocele viaggiando fuori da casuccia nostra e vedendo le reazioni nei visi dei nostri interlocutori quando gli diciamo di essere italiani.
UNA VERA BARZELLETTA...